Salute, le 10 minacce per l’Italia

Salute e Benessere

Il rapporto Meridiano Sanità 2019 di The European House Ambrosetti fa il punto sulle maggior criticità del nostro Paese a livello sanitario: tra i punti toccati ci sono l’esitazione a vaccinarsi, l’invecchiamento della popolazione e la resistenza agli antibiotici 

Ispirandosi a quanto già fatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a livello globale, The European House Ambrosetti ha identificato all’interno del proprio rapporto Meridiano Sanità 2019 le 10 minacce per la salute in Italia. Come spiega l’associazione, i punti critici riportati nel documento sono legati “al quadro socio-economico e demografico del nostro Paese, a specificità attuali e, più in generale, al modello di Servizio Sanitario Nazionale”. Non sorprende più di tanto, in virtù di studi e notizie circolate negli ultimi mesi, che tra i pericoli per la sanità italiana siano citati l’invecchiamento della popolazione e l’esitazione vaccinale.

Le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione

Proprio l’invecchiamento della popolazione, causato da aumento dell’aspettativa di vita e riduzione della natalità, è il primo punto citato nel Meridiano Sanità 2019. Il trend si estende in realtà anche oltre l’Italia, che tuttavia nel 2018 ha registrato “il minimo storico del tasso di natalità (7,3 nascite per mille abitanti) e un numero di decessi per 1.000 abitanti tra i più alti”, si legge. L’Italia è all’ultimo posto per tasso di natalità a livello globale, un fattore che insieme alla mortalità porterà il Belpaese, secondo le previsioni, ad avere una popolazione composta per il 36,3% da over 65, “causando squilibri a livello economico e sociale”.

Patologie croniche e fattori di rischio

Ben 24 milioni di italiani soffrono di patologie croniche non trasmissibili, che pesano sul Servizio Sanitario Nazionale per 67 miliardi di euro. Queste malattie includono tra le altre tumori, problemi cardiovascolari e diabete e sono “complessivamente responsabili di oltre il 70% delle morti in tutto il mondo, cioè circa 41 milioni di persone”. Il rapporto di The European House Ambrosetti cita questa criticità insieme a quella legata a cinque fattori di rischio che favoriscono queste patologie: inattività fisica, alimentazione non corretta, tabagismo, abuso di alcol e inquinamento dell’aria sono infatti tra i maggiori responsabili delle malattie croniche non trasmissibili. In Italia, in particolare, sovrappeso, obesità infantile e sedentarietà sono problemi che riguardano larga parte della popolazione.

Dubbi su vaccini e resistenza agli antibiotici

La riluttanza a vaccinarsi, che in molti Paesi porta la copertura al di sotto di quella raccomandata dall’Oms, priva la popolazione di uno strumento fondamentale che ha evitato 70.000 morti e 4 milioni di casi di malattie. Per questo l’esitazione vaccinale è menzionata tra le 10 minacce alla salute in Italia, visto che “per la maggior parte dei vaccini non è stata raggiunta la soglia di immunità di gregge”, che viene fissata al 95%. Parallelamente, il Meridiano Sanità 2019 sottolinea i rischi portati dall’antimicrobico resistenza, che ha recentemente portato sempre più batteri a resistere alle cure antibiotiche. L’Italia risulta infatti uno dei Paesi europei nei quali il problema risulta più diffuso, specialmente per quanto riguarda alcuni specifici tipi di batteri. Dal 2018, il Ministero della Salute ha azionato il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza per combattere questa minaccia.

Innovazione frenata e disomogeneità tra regioni

Secondo il rapporto di The European House Ambrosetti la salute in Italia è minacciata anche dalle difficoltà di accesso all’innovazione, che nel campo della medicina ha già contribuito significativamente all’aumento dell’aspettativa di vita. In Italia permangono dei ritardi su disponibilità e accesso a nuovi prodotti farmaceutici, nonostante la situazione sia migliore rispetto a quella di altre nazioni europee. Secondo il rapporto, i problemi sono legati principalmente a un sistema complesso che spesso causa “ritardi e disomogeneità nell’accesso all’innovazione da parte dei cittadini italiani rispetto ai cittadini europei e notevoli differenze tra le varie Regioni italiane”. Non è un caso che proprio le disomogeneità regionali siano un altro punto toccato da Meridiano Sanità 2019, considerate le differenze socio-economiche tra Centro-Nord e Sud Italia che, sommate tra loro, determinano “differenze sulla possibilità di vivere in buona salute”. Nel 2017, ad esempio, le persone del Nord e del Centro che dichiaravano di stare bene erano rispettivamente il 70,6% e 70,1%, rispetto al 68,6% nel Sud. Allo stesso tempo, questa disomogeneità si riscontra anche per alcuni fattori di rischio come obesità e inattività fisica.

Italia poco digitale, senza medici e inquinata

Infine, il rapporto Meridiano Sanità 2019 evidenzia anche il ritardo nella digitalizzazione nei processi sanitari, la carenza di medici in Italia e i problemi causati da inquinamento dell’aria e cambiamento climatico. Lo scopo del rapporto di The European House Ambrosetti è quello di mettere in luce le maggiori criticità legate alla salute della popolazione per fare in modo che il Servizio Sanitario Nazionale possa attrezzarsi per superarle.

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