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Tumori, nel Lazio un 'supermicroscopio' per diagnosi sempre più precise

Salute e Benessere

E’ stato inaugurato presso l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma uno strumento di ultimissima generazione, molto utile per classificazioni diagnostiche sempre più accurate 

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Un nuovo strumento che promette di aiutare medici e ricercatori a implementare le tecniche di diagnosi e terapie legate ai tumori è stato inaugurato nel Lazio, presso l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma. Si tratta di un supermicroscopio all’avanguardia, a fluorescenza confocale di ultima generazione, che aiuterà gli esperti nella valutazione del “fenotipo”, ovvero l’aspetto superficiale del tumore. Donato dalla Fondazione Roma, lo strumento darà modo di visualizzare immagini ad altissima risoluzione di gran parte delle strutture interne della cellula, dai cromosomi ai mitocondri al citoscheletro, sia su cellule fissate sia su cellule vive senza alterare il campione biologico con complicati passaggi di colorazione o fototossicità. L’obiettivo è quello di ottenere delle classificazioni legate a diagnosi e prognosi sempre più accurate per aiutare il paziente oncologico nel suo processo di guarigione.

Lo studio della struttura tridimensionale della cellula

Come spiegato accuratamente sul sito di IFO (Istituti Fisioterapici Ospitalieri), di cui fa parte anche il Regina Elena, anche le cellule hanno un loro scheletro. In gergo viene denominato “citoscheletro” ed è composto da una serie di proteine specifiche. Le cellule tumorali hanno citoscheletri diversi, non solo rispetto alle cellule sane, ma anche tra individuo e individuo con lo stesso tipo di tumore. Dunque per un’efficace lotta alla malattia occorre poter affiancare l’analisi genetica con lo studio del fenotipo tumorale, cioè della struttura tridimensionale della cellula. L’alta risoluzione del microscopio presentato, dunque, permetterà di osservare ambienti tumorali realistici e comprendere così al meglio i meccanismi che guidano le varie mutazioni del cancro.

La soddisfazione dei medici

Grande soddisfazione è stata espressa dai medici del polo romano a margine dell’inaugurazione del supermicroscopio. Attraverso questo innovativo strumento, come ha spiegato Silvia Soddu, responsabile dell’Unità Network cellulari e bersagli terapeutici molecolari di Ire, ci sarà un deciso scatto in avanti nell’ambito delle diagnosi. “Sarà possibile studiare i parametri del microambiente tumorale rispetto al tessuto non patologico. Ma anche osservare cellule vive, sia geneticamente modificate che sottoposte a trattamenti anti-neoplastici, per studiare i meccanismi molecolari coinvolti nella formazione dei tumori e nella risposta alle terapie mirate o nella resistenza ai trattamenti”, ha detto la dottoressa. “Lo strumento”, ha poi spiegato Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena, “faciliterà e favorirà la collaborazione tra ricercatori, patologi, oncologi e chirurghi”.