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Creati dei mini reni in laboratorio grazie alle cellule staminali

I Titoli delle 13 del 06/03

2' di lettura

Gli organoidi sono stati realizzati da un gruppo di ricercatori dell’Università di Utrecht. Consentiranno di studiare varie patologie renali 

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Utrecht, nei Paesi Bassi, è riuscito a creare dei reni in miniatura utilizzando le cellule dell’urina. Si tratta di un risultato che apre le porte a nuove terapie meno costose per i pazienti che soffrono di patologie renali. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista specializzata Nature Biotechnology, rivelano che la realizzazione dei reni è stata possibile grazie al processo di coltura delle cellule staminali pluripotenti, lo stesso con cui in passato sono state create in laboratorio versioni semplificate e miniaturizzate di fegato, pancreas, polmoni e intestino. Oltre a essere più piccoli, gli organoidi svolgono anche un numero di funzioni limitato rispetto agli organi originali.

La funzione dei mini reni

Nel corso dello studio, i ricercatori dell’Università di Utrecht sono ricorsi per la prima volta a delle cellule staminali adulte prelevate direttamente dal paziente. Sorprendentemente, anche le cellule dell’urina si sono rivelate adatte allo scopo. Hans Clevers, autore della ricerca e professore di genetica molecolare all’Università di Utrecht, spiega che i mini reni potranno essere utilizzati per studiare vari disturbi, tra cui le malattie renali ereditarie e il cancro. Inoltre, svolgendo dei test sugli organoidi gli scienziati potrebbero scoprire un trattamento efficace per le infezioni virali che talvolta colpiscono i pazienti con patologie dei reni che si sottopongono a un trapianto.

Gli effetti delle bevande gassate sui reni

Un altro studio, recentemente pubblicato sull’American Journal of Physiology-Regulatory, Integrative and Comparative Physiology, ha rivelato che bere bibite gassate al termine di uno sforzo fisico particolarmente intenso, come una lunga corsa, può danneggiare i reni. Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno chiesto a 12 persone in salute di correre su un tapis roulant per 45 minuti: al termine dell’esercizio, metà dei partecipanti hanno bevuto una bevanda a base di soda, mentre gli altri si sono rinfrescati con della semplice acqua. Dopo aver effettuato varie analisi, i ricercatori hanno individuato due biomarcatori associati al danno renale acuto nei pazienti a cui è stata fornita una bevanda gassata. 

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