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Boom di integratori alimentari in Italia: mercato da 3.3 miliardi

Salute e Benessere
Immagine di archivio (Getty Images)

Secondo un'indagine FederSalus, 32 milioni di italiani hanno utilizzato integratori alimentari nel 2018. Per gli esperti, però, non sempre questi prodotti hanno una reale utilità 

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Gli integratori alimentari servono davvero? In Italia, sono in molti a rispondere positivamente a questa domanda: soltanto nel 2018, il mercato relativo a questi prodotti ha infatti generato 3.3 miliardi di euro, frutto delle 226 milioni di confezioni acquistate dagli italiani. Sono i dati raccolti da FederSalus a decretare il successo degli integratori alimentari, che andrebbero affiancati a una normale dieta per ottenere effetti nutritivi o fisiologici come ad esempio la riduzione di stanchezza o l’aumento di concentrazione. Secondo FederSalus si tratta di un mercato con “potenzialità enormi in termini di salute”.

Il mercato degli integratori alimentari in Italia

Che l’Italia rappresentasse un mercato particolarmente florido per gli integratori alimentari era noto ormai da tempo. Nel corso del 2018, l’86% dei prodotti di questo settore è stato venduto in farmacia, l’8.6% in parafarmacia e soltanto il 5.4% attraverso la grande distribuzione organizzata. Nata ormai 20 anni fa, FederSalus è l’associazione che riunisce e rappresenta aziende italiane produttrici e distributrici di prodotti salutistici: presentando alla Camera dei deputati l’indagine ‘La filiera italiana dell’integratore alimentare’, l’organizzazione ha spiegato di aver visto il proprio fatturato crescere del 12% rispetto al 2017, grazie ai 32 milioni di italiani che hanno utilizzato gli integratori nel 2018, pari al 65% dell’intera popolazione.



Integratori alimentari: potenziale e false promesse

Secondo il presidente di FederSalus Marco Fiorani “è necessario lavorare ad accreditare la riconoscibilità degli integratori che è ancora sottotraccia”. Tuttavia, i pareri degli esperti sono decisamente più cauti: spesso e volentieri, infatti, questi prodotti sono accompagnati da promesse decisamente ambiziose, come la perdita di peso, che tuttavia non possono essere ottenute esclusivamente attraverso l’assunzione di queste sostanze. Anche il Ministero della Salute, in un comunicato diffuso nel 2018, sottolineava che gli integratori con ‘poteri dimagranti’ si rivolgono principalmente a un target che “va considerato tra quelli particolarmente vulnerabili alle indicazioni fuorvianti”. A dispetto infatti degli innumerevoli prodotti presenti sul mercato e pensati per le esigenze più svariate, il dottor Francesco Scaglione dell’Università degli Studi di Milano ricordava come “il termine integratore indica che il prodotto integra qualcosa e la dieta abituale delle persone non ha sempre bisogno di essere integrata”.