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Emozioni negative, nasconderle ai figli è sbagliato

Anche se si trattiene lo stress, i figli capiscono che qualcosa non va (Getty Images)
1' di lettura

L’autocensura non farebbe bene ai bambini, che percepiscono che è successo qualcosa ma vengono confusi da messaggi contrastanti. Meglio dimostrare che i problemi si possono risolvere

In apparenza, nascondere le proprie emozioni negative davanti ai figli potrebbe molte volte sembrare la strada migliore da percorrere, nel tentativo di mettere i piccoli al riparo da situazioni ritenute non alla loro portata. Eppure, secondo gli scienziati essere sinceri con i bambini anche nei momenti più difficili aiuterebbe a sviluppare un rapporto più stretto. Lo rivelano i risultati di una ricerca condotta dalla Washington State University e dalle Università della California di Berkeley e San Francisco, pubblicati dalla rivista Emotion. Gli studiosi dimostrano infatti che autocensurarsi non sarebbe la soluzione migliore, e avrebbe degli effetti negativi sui propri figli.

Genitori e figli: collaborare dopo lo stress

Come reagiscono i bambini di fronte allo stress dei genitori? La paura che i figli non riescano a gestire sentimenti come rabbia o frustrazione porta mamme e papà a essere molto cauti, evitando di scaricare sui bimbi le emozioni negative. Ma questo rischia in realtà di creare ancor più confusione. I ricercatori hanno formato un gruppo di 109 genitori, sottoponendoli a un’esperienza piuttosto stressante, un discorso in pubblico seguito da un feedback negativo. Successivamente, è stato chiesto a padri e madri di svolgere un’attività insieme ai propri figli, tenendo però comportamenti diversi: alcuni individui dovevano sopprimere lo stress appena vissuto, altri dovevano essere aperti e agire in modo naturale.

Soppressione emotiva crea partner peggiori

“Volevamo guardare al modo in cui sopprimiamo le emozioni e a come questo possa cambiare il modo in cui bambini e genitori interagiscono”, spiega Sara Waters, una delle ricercatrici che ha partecipato allo studio. Durante l’attività svolta in comune, i bimbi, tutti tra i 7 e gli 11 anni, potevano soltanto leggere le istruzioni per costruire un progetto in Lego, che però doveva essere assemblato dai genitori, richiedendo così una collaborazione piuttosto stretta. Il team di ricerca si è concentrato sui comportamenti, valutando la ricettività, il calore e la qualità delle interazioni, oltre al modo in cui mamme e papà guidavano i propri figli. Ne è emerso che gli adulti che cercavano di trattenere le emozioni negative si trasformavano in partner peggiori, con un atteggiamento meno reattivo e positivo rispetto a chi decideva di aprirsi. Inoltre, la soppressione era percepita negativamente dai bimbi, come afferma Waters: “Se i figli capiscono che è successo qualcosa di brutto e i genitori fanno finta di niente, questo può confonderli, perché ricevono due messaggi in conflitto tra loro”. La soluzione migliore, quindi, sarebbe quella di spiegare loro in maniera salutare le ragioni dello stress, in modo che capiscano che i problemi si possono risolvere, dicendo loro la maniera in cui si vuole rimediare alla situazione. Dividendo i partecipanti in base al sesso, i ricercatori hanno inoltre notato come i bimbi fossero più sensibili verso le madri che sopprimevano le proprie emozioni.

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