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Le 6 cose che ieri le mamme sognavano e oggi diamo per scontate

4' di lettura

Madri e Figli

Fare i genitori oggi è più complicato di un tempo. Ma ci sono almeno 6 cose di cui possiamo essere contenti. Iniziamo dalla A di allattare (in pubblico). 

Si sente spesso dire, online e offline, che le mamme di un tempo fossero meno gravate dal peso di sovrastrutture mentali, che – insieme alla pressione sociale crescente – oggi rendono ancora più difficile il mestiere di genitore.

Tanto per fare qualche esempio di vita vissuta, le mamme di noi ex bambini degli anni Ottanta fumavano tranquillamente le loro sigarette davanti ai figli, anche in auto, d’inverno, con i finestrini chiusi.

E a proposito di auto: alzi la mano chi non ha mai viaggiato in braccio a mamma, sul sedile davanti. Altro che seggiolino.

Io ricordo distintamente un paio di occasioni in estate in cui, per spostamenti brevi tra la casa al mare dei nonni e lo stabilimento, sono stata caricata nel portabagagli, insieme a mio cugino.

Credo di averlo vissuto, all’epoca, come uno dei momenti migliori della vacanza, di sicuro mi sono divertita come una matta.  

Vogliamo parlare dell’alimentazione?

Le neomamme bevevano birra “per fare latte”.

Il biologico era misconosciuto ai più, il sovrappeso infantile considerato un segno di salute dalle mamme, ma soprattutto dalle nonne. La loro, del resto, era la generazione che aveva vissuto la guerra.

Insomma.

Qualche decennio fa il confine tra cosa fosse accettabile e cosa no nel manuale ideale del buon genitore era posto molto più in là e c’era meno ansia da prestazione.

Ma, riflettendo, ci sono almeno 6 cose che le mamme di un tempo non potevano fare e che noi, mamme di oggi, diamo invece per scontate.

Allattare in pubblico.

Al ristorante, nei musei, ovunque. Papa Francesco ha invitato le mamme a farlo anche nella Cappella Sistina perché “anche questo è il linguaggio dell’amore”. 

Avere figli in età più avanzata.

Mia suocera ha avuto il quarto figlio a 32 anni. Si sentiva in imbarazzo perché “ero vecchia”, mi ha raccontato. Oggi l’Istat ci dice che la prima gravidanza avviene intorno ai 31 anni di età della donna. L’Italia in particolare detiene il record europeo di primipare over 40 (sono il 7,2%). 

Prendersi cura meglio di figli disabili.

Un tempo, i bambini con qualche disabilità venivano lasciati in istituti. La legge 104 che, tra le altre cose, ha sancito l’integrazione scolastica per i disabili in tutti i livelli (fino all’università) è del 1992.

Essere un madre single.

Difficile e faticoso, certo. Ma almeno su questa condizione non c’è più lo stigma sociale di un tempo.

Fare rete con altre mamme attraverso i social media.

La maternità, soprattutto nei primi mesi, può farti sentire tagliata fuori. E così capita (spesso) che la rete diventi una rete di salvataggio.

Nella ricerca Parents and Social Media del Pew Research Centre emerge che i genitori si rivolgono ai social media principalmente per informazioni su genitorialità e sostegno sociale. Il 75% utilizza i social media, ma sono soprattutto le mamme che danno e ricevono un alto grado di assistenza sulla rete. Sono propense soprattutto a commentare e condividere le buone notizie, a fare domande e a ricevere supporto. 

Esibire il pancione.

Mia madre (sono nata nel 1984) mi raccontava che, quando era incita, la gente in piscina la fissava, perché aveva l’ardire di mostrarsi in costume in evidente stato di gravidanza. Oggi qualsiasi fotografo propone il baby bump shooting, il servizio fotografico al pancione, e nelle scuole per make up artist si studia anche il belly painting, la pittura della pancia nella donna incinta. Gli abiti premaman non sono più sacchi informi, ma accompagnano ed esaltano le rotondità materne.

La pancia non si nasconde più. La pancia oggi si sfoggia.

Il prossimo, grande passo in avanti sarà quando alla vista del nostro pancione sui mezzi pubblici le persone si alzeranno spontaneamente per cederci il loro posto.

Su questo, dagli anni Ottanta a oggi i progressi sono stati ben pochi….   

 

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