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Emicrania, nuovo farmaco a base di fremanezumab

Foto di archivio (Ansa)
2' di lettura

L’anticorpo umanizzato consente di fermare a monte il meccanismo che causa il dolore 

La Fda ha approvato un nuovo medicinale per la cura dell’emicrania a base di fremanezumab. Quest’ultimo fa parte degli anticorpi monoclonali umanizzati - ovvero quell'insieme di anticorpi identici tra loro poiché prodotti da linee cellulari provenienti da un solo tipo di cellula immunitaria - in grado di interrompere a monte il meccanismo che genera il disturbo.
L’approvazione del farmaco da parte dell’ente governativo statunitense, che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, è uno dei temi trattati a Firenze nei congressi organizzati dalla Società Italiana per lo studio delle cefalee e dalla European headache federation, in programma dal 28 al 30 settembre. Secondo i dati raccolti dagli scienziati più di un miliardo di persone in tutto il mondo soffre di emicrania.

Blocca l’azione del vasodilatatore che trasmette il dolore

L’emicrania è un particolare tipo di mal di testa, contraddistinto da un dolore laterale acuto e da altri sintomi come fastidio per la luce e per i rumori, vomito e nausea. Può essere definita cronica quando i pazienti ne soffrono per almeno 15 giorni al mese. In caso contrario viene considerata episodica. Il fremanezumab, sviluppato da Teva Pharmaceutical, è un anticorpo monoclonale umanizzato: la sua struttura amminoacidica di origine murina è circa il 5-10% del totale. Opera arrestando il peptide legato al gene della calcitonina (Cgrp). Quest’ultimo è un vasodilatatore che influisce nella trasmissione del dolore e i cui valori sono maggiori nei pazienti che soffrono di emicrania. Grazie all’azione dell’anticorpo il medicinale, che viene somministrato per via iniettiva sottocutanea, riesce a fermare il meccanismo responsabile del disturbo ancora prima del suo inizio.

Emicrania influisce anche su economia

Secondo i dati diffusi durante i congressi che si sono tenuti a Firenze in Europa l’emicrania ha un costo rilevante per l'economia, in termini di giornate di lavoro perse e di produttività, quantificabile in 18 miliardi di euro all'anno. A livello mondiale è la sesta patologia più invalidante e la terza per prevalenza. È stato calcolato che in Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito sono più di 15 milioni le persone che soffrono di emicrania cronica e episodica. 

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