La scienza sfata il mito dei 10.000 passi al giorno per restare in forma

Salute e Benessere
Foto di archivio (Getty Images)
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Il numero venne scelto arbitrariamente per una pubblicità giapponese degli anni ’60 e non è supportato da alcuna prova scientifica. Secondo alcuni studi recenti, è meglio percorrerne circa 7.500  

Negli ultimi anni, nella cultura popolare si è diffusa la convinzione che per restare in forma sia necessario percorrere almeno 10.000 passi al giorno. Su questa routine quotidiana di molte persone si è basata la vendita di contapassi e smartband. La società di ricerca, analisi e consulenza strategica Gartner ha stimato che entro il 2020 ci saranno 500 milioni di dispositivi indossabili di questo tipo in tutto il mondo.
La forma di allenamento che prevede 10.000 passi al giorno non si fonda però su basi scientifiche. Il numero venne scelto arbitrariamente per una campagna pubblicitaria degli anni ‘60.
“All’epoca non c’era nessuna prova in grado di supportare questo dato”, sostiene il professor David Basset, docente di kinesiologia presso l’Università del Tennessee. “Si limitarono a scegliere un numero che fosse indicativo di uno stile di vita attivo”.

Un mito da sfatare

Nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’American Heart Foundation e lo US Department of Healt & Human Services abbiano gradualmente iniziato a promuovere uno stile di vita volto a compiere almeno 10.000 passi al giorno, negli ultimi anni la veracità di questo numero è stata messa in discussione. All’inizio dell’anno, Mike Brannan, a capo della sezione attività fisica della Public Health England, ha affermato che il dato non è riportato in nessuna guida sulla salute.
In effetti, molti degli studi scientifici che sono stati condotti su questo stile di vita si sono rivelati piuttosto arbitrari, poiché si sono limitati a fare un paragone tra persone che percorrono 10.000 passi ogni giorno e altre che ne fanno molti meno, misurando le calorie bruciate, la pressione sanguigna e i livelli di glucosio nel sangue.
“La validità di questo numero viene continuamente rinforzata a causa del modo in cui sono strutturati gli studi di questo tipo”, afferma la professoressa Catrine Tudor-Locke dell’Università del Massachussets ad Amherst.
“Si limitano a confrontare due quantità specifiche di passi, senza prenderne in considerazione altre”.

Il giusto numero di passi

Si teme che per chi soffra di patologie croniche o diabete di tipo 2, passare da una vita sedentaria a 10.000 passi al giorno possa risultare eccessivo e generare conseguenze negative sulla salute. Per altri, si tratta di un traguardo apparentemente irraggiungibile e toglie loro ogni voglia di dedicarsi all’attività fisica quotidiana. Il problema principale di questo stile di vita, comunque, è che non tiene in alcun modo in considerazione un fattore importante come l’intensità della camminata. Come dimostrato da un recente studio, mantenere un ritmo medio-alto aiuta a ottenere risultati migliori.
Alcuni studi, suggeriscono che chi soffre di queste malattie potrebbe trarre benefici da camminate più brevi, tra i 6.000 e gli 8.000 passi. Altri hanno calcolato che il numero ideale per le persone in salute è 7.500.
Un’ulteriore ipotesi che la scienza sta cercando di dimostrare è che per restare in forma sia invece addirittura necessario superare la soglia dei 10.000 passi al giorno, arrivando a 15.000 o persino a 18.000. 

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