Addio Pap Test, al suo posto arriva il Test HPV per il Papilloma Virus

Salute e Benessere
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Il nuovo screening, che si effettua anch'esso tramite il prelievo di un campione di cellule dalla cervice, è già realtà in 6 regioni d'Italia. Entro il 2020 soppianterà il test di Papanicolaou come esame primario per le donne fra 30 e 64 anni

Il nuovo test Hpv, in grado di individuare in modo molto precoce la presenza del papilloma virus, sta soppiantando in Italia il Pap test, esame utilizzato da più di 70 anni dalle donne come primo screening per individuare eventuali lesioni precancerose al collo dell'utero.

Che cos'è il test Hpv

L'utilizzo del test Hpv, che dovrebbe andare a regime a livello nazionale entro il 2020, è già una realtà in sei regioni del Centro Nord, dove è preferito appunto al Pap test, consigliato comunque dai medici in seconda battuta per approfondire eventuali casi di positività. Il papilloma è un virus che si trasmette per via sessuale, e la maggior parte delle persone ne è portatrice inconsapevole. Alcuni tipi di Hpv, per cui oggi esiste un vaccino, possono portare appunto all'insorgenza del tumore del collo dell'utero. Il nuovo screening – che si effettua esattamente come il "vecchio", ossia tramite il prelievo di un campione di cellule dalla cervice uterina – è in grado di individuarne la presenza ancor prima che si presentino modificazioni visibili al Pap test.

Le regioni interessate

Secondo il Piano nazionale prevenzione 2014-18 del ministero della Salute, entro quest'anno tutte le regioni avrebbero dovuto prevedere il test Hpv come esame primario per le donne fra i 30 e i 64 anni. Ma, secondo i dati dell'Osservatorio nazionale screening, a fine 2017 lo avevano fatto soltanto Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Basilicata. Tra le regioni a buon punto - secondo il presidente dell'Ons Marco Zappa - ci sarebbero invece Abruzzo, Valle d'Aosta, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise e Trento. "Hanno appena iniziato il percorso Sicilia e Calabria, mentre non sono partite Friuli, Marche, Puglia, Sardegna e Bolzano". L'Italia è comunque "tra i Paesi più avanti al mondo, e, tra quelli europei, solo l'Olanda è al nostro livello", ha spiegato.

Pap Test addio?

Il Pap test, però, non andrà realmente "in pensione": come spiega Basilio Passamonti, presidente del Gruppo italiano screening del Cervicocarcinoma (Gisci), rimarrà "l'esame successivo, che viene fatto qualora si riscontri una positività al test Hpv". I due esami sono integrati e – prosegue Passamonti – "rappresentano il massimo di garanzia possibile: l'Hpv test, che è più sensibile, individua le donne con infezione in corso (che può anche risolversi da sola, ndr), mentre il Pap test, più specifico, in uno step successivo individua l'eventuale lesione dovuta alla modificazione cellulare causata dal virus e che può spianare la strada al cancro al collo dell'utero". Un approccio, quello italiano, la cui validità è stata confermata anche da uno studio dell'Università della California pubblicato sul "Journal of American Medical Association".

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