I pediatri sostengono l’importanza del gioco per i bambini

Foto di archivio (Getty Images)
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Uno studio condotto dall’Accademia Americana di Pediatria ha dimostrato che l’attività ludica ha numerosi effetti benefici sulla salute psicofisica degli infanti e sul loro sviluppo

Per i bambini, giocare non equivale a perdere tempo. Le attività ludiche contribuiscono allo sviluppo cerebrale, migliorano la capacità di apprendimento e limitano la tendenza a distrarsi. Prendere parte a dei giochi, insieme con i genitori o gli amici, aiuta, inoltre, a sviluppare una serie di abilità sociali, emozionali, cognitive, linguistiche e di autocontrollo che ottimizzano lo sviluppo e aiutano a gestire lo stress. È inoltre fondamentale per formare una relazione sana con i genitori o i tutori.
Tutto ciò è stato dimostrato da una ricerca dell’Accademia Americana di Pediatria, pubblicata sull’ultimo numero della rivista dell’associazione.
Lo studio ha anche svelato che, in assenza di attività ludiche e relazioni stabili con i genitori, i bambini potrebbero soffrire di stress tossico, che compromette le loro capacità di apprendimento e rende difficoltose le interazioni con le altre persone. Le analisi cliniche raccolte dai pediatri mettono in luce l’importanza del gioco come mezzo per superare le avversità dell’infanzia e regolare le risposte dell’organismo alle situazioni psicologicamente logoranti.

L’importanza dello svago

L’Accademia Americana di Pediatria sostiene che il gioco andrebbe prescritto alle famiglie, attribuendo a esso la medesima importanza di un farmaco. Inoltre, è molto importante per i bambini fare più attività piacevoli con i genitori, come pranzare assieme o leggere delle favole.
I pediatri ritengono gli attuali programmi per l’infanzia troppo concentrati sull’insegnamento didattico. Lasciano poco spazio ai bambini per apprendere divertendosi, focalizzandosi quasi del tutto sulla preparazione agli esami. Alcune scuole hanno addirittura ridotto il tempo dedicato all’intervallo, all’educazione fisica, all’arte e alla musica. In certi casi sono persino arrivate a eliminare queste attività dall’orario scolastico.

Il ruolo dei pediatri

Il delicato compito dei pediatri è aiutare le famiglie e le scuole a comprendere quanto il gioco possa essere fondamentale per il corretto sviluppo dei bambini e per il loro benessere psicofisico. È giusto concentrarsi sullo studio e la preparazione degli esami, ma, senza un po’ di tempo libero da dedicare allo svago, i giovanissimi rischiano di compromettere la propria salute e di ottenere risultati accademici peggiori. Sarebbe dunque opportuno ridurre il carico di lavoro assegnato agli studenti, per evitare che in futuro possano soffrire di depressione e diventare poco creativi.
Un sondaggio condotto a livello nazionale negli Stati Uniti su 8.950 bambini in età prescolare e sui loro genitori ha rilevato che solo il 51% del campione usciva a fare una camminata in famiglia o a giocare almeno una volta al giorno. Questo risultato è in parte legato alla realtà locale: il 94% dei genitori ha espresso preoccupazione per la sicurezza dei figli quando giocano all’aperto. Inoltre, solo il 20% delle case si trova nelle vicinanze di un parco. Anche i cambiamenti culturali giocano un ruolo significativo: dal 1981 al 1997, il tempo dedicato dai bambini alle attività ludiche all’aperto è sceso del 25%.
Per tutelare la salute delle future generazioni, è necessario che questa tendenza venga invertita. 

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