Padova, sperimentata "tecnica del freddo" contro tumore e ipertensione

La "tecnica del freddo" è stata utilizzata per la prima volta per la cura dell'ipertensione arteriosa (foto: archivio Getty Images)
2' di lettura

La procedura innovativa ha permesso ad una paziente affetta da ipertensione arteriosa dovuta a un piccolo tumore di guarire. Si tratta della prima volta che viene utilizzata per questa patologia

Per la prima volta la "tecnica del freddo", una procedura innovativa di crio-ablazione, è stata sperimentata a Padova per curare l'ipertensione arteriosa dovuta a un piccolo tumore di una giovane donna. La paziente è guarita e il suo caso è stato descritto su "The American Journal of hypertension". Ad applicare la terapia è stato il gruppo guidato dal professor Gian Paolo Rossi.

La "tecnica del freddo"

La donna, affetta da ipertensione arteriosa, è stata sottoposta ad una leggera anestesia per inserire un ago di 1,5 millimetri nel fianco destro della paziente, alla quale è stata prelevata una piccola quantità di cellule. Successivamente, gli specialisti hanno inserito un secondo ago allo scopo di eseguire due cicli di raffreddamento da dieci minuti, alternandoli con due di riscaldamento. In questo modo si è formato un piccolo blocco di ghiaccio che ha distrutto il tumore, senza la necessità di sottoporre la donna a un intervento chirurgico che avrebbe richiesto almeno dieci giorni di degenza. "In passato questi pazienti - ha spiegato il professor Gian Paolo Rossi - venivano considerati affetti da ipertensione essenziale e avviati a una terapia farmacologica che doveva durare tutta la vita".

Paziente guarita a un anno dalla terapia

La giovane donna sottoposta alla procedura di crio-ablazione era affetta da un reninoma, una forma molto rara di tumore che le causava un'ipertensione arteriosa. La tecnica, secondo gli specialisti, sarebbe stata ben tollerata dalla paziente, una studentessa di vent'anni. A distanza di un anno dalla terapia la giovane è risultata normotesa. "Ad oggi - ha aggiunto Gian Paolo Rossi - riusciamo a riconoscere una causa dell'ipertensione su cui è possibile intervenire e guarire circa il 25% dei pazienti che arrivano nel nostro centro da tutta Italia".

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