Assalto alla Cgil, Anpi chiede di costituirsi parte civile in processo

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I leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino, sono imputati insieme ad altre sei persone per l’irruzione avvenuta a Roma il 9 ottobre dello scorso anno. La prossima udienza si terrà il 28 marzo

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Hanno seguito l'udienza in videoconferenza dal carcere. I leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente da Frosinone e Rebibbia hanno scelto di assistere da remoto all'apertura del procedimento che li vede imputati, assieme ad altre sei persone, per l'irruzione nella sede della Cgil avvenuta a Roma il 9 ottobre dello scorso anno a margine di una manifestazione indetta per protestare contro il Green pass. Nel procedimento, che è stato aggiornato al prossimo 28 marzo, hanno annunciato di volersi costituire come parte civile il sindacato e l'Anpi.

L’udienza

Una prima udienza durata una manciata di minuti e durante la quale i giudici hanno dato il via libera alla richiesta di rito abbreviato avanzata da Massimiliano Petri, così come già ottenuto da altri cinque indagati. Nei confronti degli imputati il pm Gianfederica Dito contesta, a seconda delle posizioni, i reati di istigazione a delinquere, devastazione e resistenza a pubblico ufficiale. Nella prossima udienza dovrebbe aprirsi il dibattimento ma le difese hanno già annunciato una serie di eccezioni preliminari. Nella lista testi depositate sono citati, tra gli altri, il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, il parlamentare Vittorio Sgarbi e il segretario della Cgil, Maurizio Landini.

La posizione degli imputati

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Domani, intanto, l'avvocato Carlo Taormina, difensore tra gli altri del leader di Forza Nuova Roberto Fiore, depositerà al tribunale del Riesame un documento in cui viene attestato che sono stati raccolti circa 12mila euro a titolo di risarcimento per i danni causati nell'irruzione nella sede del sindacato. Oltre Fiore e Castellino a processo davanti alla prima sezione collegiale anche l'ex Nar, Luigi Aronica e la militante di Fn, Pamela Testa. Per chi ha scelto l'abbreviato, tra cui anche Fabio Corradetti, figlio della compagna di Castellino, la prima udienza è fissata per il 21 marzo.

L’inchiesta

Secondo l'impianto accusatorio nel blitz di Corso d'Italia fu Fiore ad avere il ruolo di leader. Nelle motivazioni con cui il gip ha respinto una istanza di scarcerazione avanzata dalle difese si afferma che il fondatore di Fn "non si espone nei comizi, non collabora alla devastazione dei locali del sindacato, ma organizza la manifestazione, dirige i cortei, ne stabilisce i percorsi, tratta e parla con le forze dell'ordine e decide finanche quando l'azione criminosa deve cessare". Agli atti dell'indagine anche una serie di testimonianze tra cui quella di alcuni operatori di polizia a cui Castellino si rivolge affermando: "Portateci da Landini o lo andiamo a prendere noi". Nella richiesta di convalida del fermo i pm ricostruirono quanto avvenuto quel pomeriggio tra la zona di piazza del Popolo e la sede del sindacato. "Nonostante i tentativi di mediazione posti in essere dalla polizia con le tre persone - scrivono i pubblici ministeri - che si erano poste alla testa del corteo, Aronica, Fiore e lo stesso Castellino, i manifestanti proseguivano la marcia opponendo una violenta resistenza nei confronti degli operanti che avevano attivato una carica di alleggerimento". Nonostante i tentativi degli agenti di fare desistere il gruppo "Castellino si è rivolto alla folla incitandola con gesti inequivocabili a dirigersi verso la sede sindacale".

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