Roma, Papa Francesco al cimitero militare francese: “Fermatevi fabbricatori di armi”

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Il pontefice ha voluto dedicare la preghiera del 2 novembre alle vittime delle guerre e della violenza. "Queste tombe gridano pace. Sono sicuro che tutti questi che sono andati in buona volontà, chiamati dalla patria per difenderla, sono col Signore”, le sue parole 

"Queste tombe sono un messaggio di pace: fermatevi fratelli e sorelle, fermatevi fabbricatori di armi, fermatevi!”. Queste le parole pronunciate da Papa Francesco nell'omelia della messa celebrata oggi, 2 novembre, al cimitero militare francese di Roma. Come annunciato nell’Angelus di ieri, il pontefice ha voluto dedicare la commemorazione dei defunti alle vittime delle guerre e della violenza. "Queste tombe gridano pace" e noi "lottiamo sufficientemente perché non ci siano le guerre, perché non ci siano le economie dei Paesi fortificate con l'industria delle armi?", ha aggiunto Francesco. "Sono sicuro che tutti questi che sono andati in buona volontà, chiamati dalla patria per difenderla, sono col Signore”, ha detto, raccontando poi che, prima della funzione, si è fermato davanti ad una tomba che portava la scritta "inconnu", non conosciuto. "Neppure il nome - ha commentato - Nel cuore di Dio c'è il cuore di tutti noi ma questa è la tragedia della guerra". 

"Guerra mangia i figli della patria"

"Questa gente, brava gente, è morta in guerra, è morta perché è stata chiamata a difendere la patria, difendere valori, difendere ideali e tante altre volte difendere situazioni politiche tristi e lamentabili. Sono le vittime, le vittime della guerra - ha sottolineato ancora il pontefice - che mangia i figli della patria. Io penso ad Anzio, a Redipuglia, penso al Piave, tanti sono rimasti lì, penso alla spiaggia in Normandia, 40mila in quello sbarco".

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Il cimitero francese

Il cimitero francese di Roma si trova sulla collina di Monte Mario. Costruito e inaugurato dal governo italiano alla fine della seconda guerra mondiale, ospita le tombe dei soldati che hanno combattuto contro il regime nazista durante la Campagna d'Italia, tra novembre 1943 e luglio 1944. Il cimitero contiene le tombe del Corpo di spedizione francese in Italia (Cefi), un gruppo di quattro divisioni militari guidate dal generale Alphonse Juin, che si distinse particolarmente durante la battaglia di Montecassino nel maggio 1944, dove morirono oltre 6mila soldati, due terzi dei quali provenivano dal Maghreb, in particolare del Marocco e della Tunisia. Dei 1.888 soldati sepolti oggi, 1.142 sono musulmani, riconoscibili dalla mezzaluna islamica incisa su ogni lapide. Tra i defunti c'è un gran numero di "Goumiers", soldati di nazionalità marocchina che furono chiamati a combattere nelle truppe francesi per circa 50 anni. Una circostanza che ha sollevato la protesta, per la visita odierna del papa, dell'associazione nazionale 'Vittime delle Marocchinate o Goumiers' che denunciano come in quei mesi di campagna di guerra furono compiuti stupri e saccheggi da parte di questi soldati.

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