Roma, turbata gara Consip per mascherine, Ieffi: "Nessun illecito"

Lazio

"Non volevo arrecare nessun danno, anzi volevo aiutare il mio Paese in un momento così difficile”, ha dichiarato davanti al gip l’imprenditore arrestato per turbativa d’asta durante l’interrogatorio di garanzia svoltosi in videoconferenza 

"Non volevo arrecare nessun danno, anzi volevo aiutare il mio Paese in un momento così difficile. Sono pronto a dimostrare che non ho commesso nessun illecito". Sono queste le parole che Antonello Ieffi, l'imprenditore 41enne arrestato per turbativa d'asta e inadempimento di contratti di pubbliche forniture nell'appalto Consip per l'acquisto di 24 milioni di mascherine, ha pronunciato oggi davanti al gip di Roma durante l’interrogatorio di garanzia, svoltosi in videoconferenza a causa dell’emergenza coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI). Ieffi era collegato da una saletta del carcere di Regina Coeli dove è detenuto da giovedì scorso.

Le parole dell’avvocato

"Ieffi ha spiegato di aver inoltrato al delegato Consip sia un video ricevuto dal fornitore indiano con il carico di mascherine fatto arrivare in un deposito in Cina, sia di avergli fornito il numero di telefono del magazziniere", ha dichiarato Andrea Coletta, legale dell’imprenditore insieme al collega Claudio Acampora. A quel punto, però, "si sono interrotte le comunicazioni con Consip", ha aggiunto. Il suo assistito ha inoltre “chiarito che la merce sarebbe stata pagata al fornitore solo una volta arrivata in Italia e a seguito dei controlli sulla qualità dei materiali. Ora invieremo in Procura la corrispondenza via mail con il fornitore che testimonia quanto riferito oggi da Ieffi. Infine ha anche risposto chiarendo chi è il Max citato in un'intercettazione contenuta nell'ordinanza". Per il penalista, infine, "in questa vicenda è passata una immagine di Ieffi che non corrisponde al vero". La difesa ha presentato istanza per chiedere la revoca della misura e in subordine gli arresti domiciliari.

La vicenda

Ieffi è stato arrestato lo scorso 9 aprile al termine di un’indagine lampo da parte delle guardia di finanza, che avrebbe scoperto una turbativa sulla prima gara bandita da Consip per l'acquisto e la fornitura di dispositivi di protezione individuale e di apparecchiature sanitarie per un valore complessivo di 258 milioni. Il lotto su cui sarebbe stata accertata la turbativa è relativo alla fornitura di 24 milioni di mascherine chirurgiche per un importo complessivo di 15,8 milioni. Secondo l’accusa, Ieffi avrebbe "tentato una operazione tutta da costruire, facendo quanto serve, anche di illecito, per ottenere l'aggiudicazione della fornitura".

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