Operazione antidroga dei carabinieri a Roma: 16 arresti

Lazio

Gestivano le piazze dei quartieri del Trullo, Monteverde, Montespaccato e di Pomezia. Coinvolto anche un appartenente alla polizia di Stato

Operazione antidroga dei carabinieri a Roma. I militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Procura-Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 16 persone arrestate, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana, aggravata dall'uso di armi. Per gli investigatori, il sodalizio dedito al narcotraffico nella Capitale riforniva di droga i quartieri del Trullo, Monteverde e Montespaccato, con un'espansione anche nell'area del comune di Pomezia.

Giro d'affari da 500mila euro al mese

A quanto si apprende, il giro di affari del grupp arrivava a mezzo milione di euro al mese. Secondo le accuse, a capo della banda c'era D. F., 42 anni, mentre il quartier generale dell'organizzazione era il salone di parrucchieri della madre dell'uomo, estranea ai fatti, in via dei Monte delle Capre al Trullo, periferia sud della Capitale. Tra gli arrestati anche un appartenente alla polizia di Stato che avrebbe fornito all'organizzazione supporto logistico e operativo, svolgendo anche il recupero crediti.

Il boss intercettato: "Facciamo una guerra"

Il capo della banda, intercettato dagli inquirenti, in una conversazione diceva: "Facciamo una guerra, non c'è problema. Poi mettiamo i 'pischelli' a vendere la droga". Il suo gruppo, secondo quanto è emerso dalle indagini avviate nel 2017, aveva a disposizione un vero e proprio arsenale che utilizzava per minacciare gli altri gruppi criminali e per impossessarsi di zone di spaccio.

"Violenza brutale durante riscossione crediti legati alla droga"

"Registriamo una serie di segnali molto allarmanti - afferma il procuratore di Roma Michele Prestipino - che mostrano a Roma una violenza sempre più brutale nella riscossione dei crediti legati alla droga. Tortura, violenze feroci, fino ad arrivare al sequestro di persona emergono come una costante: una ferocia sostenuta dalla disponibilità di armi di gruppi organizzati che gestiscono le piazze di spaccio, con un giri d'affari milionari e una concorrenza agguerrita".

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