Roma, professoressa transessuale licenziata: “Farò causa alla scuola”

Lazio

"Insegnare è stata la mia più grande passione sin da quando ero piccola, ma questo sogno è stato spezzato”, ha detto l'insegnate che ha lanciato una petizione su Change.org raccogliendo più di 13mila adesioni 

"Insegnare è stata la mia più grande passione sin da quando ero piccola: questo sogno è stato spezzato qualche settimana fa, quando sono stata licenziata per discriminazione dalla scuola Kennedy di Roma", ha detto Giovanna Vivinetto, insegnante transessuale licenziata lo scorso 14 ottobre dall'Istituto di Roma, dopo soli 9 giorni di lezioni, in un video pubblicato sui social. Giovanna ha lanciato una petizione su Change.org che ha raccolto più di 13mila adesioni.

Le parole dell'insegnante licenziata

"Non intendo rinunciare al mio sogno - annuncia Vivinetto - qualche giorno fa ho mandato alla scuola Kennedy una raccomandata in cui contesto le ragioni del mio licenziamento, che ritengo assolutamente improprio e illegale. È il primo passo per fare causa alla scuola". L'insegnante racconta: "Dopo il licenziamento, sono rimasta sotto shock. Per qualche giorno mi sono sentita colpevole, incapace di insegnare, come se il problema fossi io. Ancora oggi, le persone transessuali e le minoranze sessuali subiscono delle discriminazioni molto forti: lotto per tutti coloro che non hanno la forza e il coraggio per esporsi. La transessualità è ancora oggi un tabù, ma insieme possiamo dimostrare che un docente transessuale può, anzi deve essere la normalità. Mi auguro che possiate unirvi a me. Siamo tutti uguali, siamo tutti persone, non ci sono differenze".

La petizione di Giovanna

La professoressa La professoressa, tramite la petizione sulla piattaforma Change.org, chiede all'Istituto Kennedy di prendere coscienza dell'errore commesso; alla comunità Lgbt e a tutte le reti che tutelano le minoranze in difficoltà di operare una capillare sensibilizzazione sulle discriminazioni di genere; ai sindacati di fare chiarezza sul suo caso per evitare che altri lavoratori siano sottoposti alle stesse discriminazioni; al ministero dell'Istruzione di avviare un'ispezione su tutte quelle scuole che assumono docenti con contratti poco chiari, mettendo poi in atto "dinamiche oscure e spesso illegittime per licenziarli". "Grazie di cuore per tutta la solidarietà che – sottolinea Giovanna - mi avete dimostrato, in questi giorni la mia petizione su Change.org ha già superato le 13mila firme. Mi auguro che possiate unirvi a me, è necessario far firmare più persone possibile per far sì che discriminazioni di questo tipo non si ripetano più". E a Change.org dice: "E stato il sostegno che ho ricevuto da parte degli utenti di Change.org a convincermi a proseguire la mia battaglia, anche a livello legale".

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