Omicidio e rapina a Ostia: due 21enni condannati in Appello

Lazio

La coppia, con la scusa di fissare un appuntamento, uccise in un agguato un 33enne l'8 ottobre 2017: l’uomo ha ricevuto una pena a 10 anni, la donna a 7 anni e 2 mesi di reclusione

Erano accusati di aver attirato in una trappola un 33enne del Bangladesh, di averlo derubato e poi ucciso. I due 21enni, Niko Caldiero e Naomi Caruso, per questa vicenda accaduta l’8 ottobre del 2017, sono stati condannati dalla prima corte d’assise d’appello di Roma rispettivamente a 10 anni e a 7 anni e 2 mesi di reclusione. L’accusa nei loro confronti è di omicidio preterintenzionale, rapina ed estorsione. La sentenza non ha confermato il verdetto di primo grado pronunciato dal gup all'esito del rito abbreviato: la pena era di 14 anni per lui e 10 anni e due mesi per lei.

La vicenda e le indagini

Milon Sayal, 33enne originario del Bangladesh, morì l’8 ottobre del 2017 a causa di un esteso ematoma cranico dopo le violente percosse all'Ospedale San Camillo. In seguito alle indagini delle forze dell’ordine, svolte anche grazie all'aiuto della comunità bengalese, emerse che Sayal si era recato a Ostia dopo aver contattato telefonicamente una donna, probabilmente individuata attraverso un sito internet di incontri amorosi. La 21enne era l'esca per la trappola mortale. All’appuntamento, ad aspettare l’uomo, si presentò anche il fidanzato della giovane, che picchiò e derubò il 33enne. I 21enni furono di conseguenza sottoposti a una misura cautelare per concorso in rapina aggravata e omicidio preterintenzionale. In seguito a ulteriori accertamenti, emersero anche altri reati commessi nei confronti di due persone. Il primo episodio riguardava una persona colpita con un pugno al volto su un autobus, a Roma, che aveva subito anche lo scippo di una catenina d'oro. Il secondo caso, invece, riguardava un uomo che avrebbe ricevuto minacce dalla coppia.

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