Roma, rifiuti: indagati direttore tecnico ed ex consigliere Ama

Lazio

Le indagini portate avanti dai carabinieri del Noe hanno accertato la commissione del reato di stoccaggio non autorizzato di rifiuti all'interno ed in prossimità dei cassonetti stradali. L'azienda: "Semplice ammenda pagata oggi stesso"

Nell'ambito dell'indagine scaturita dall'emergenza rifiuti che ha colpito Roma la scorsa estate, i carabinieri del Noe hanno denunciato Massimo Bagatti, direttore tecnico di Ama, e Massimo Ranieri, ex consigliere di amministrazione di Ama. L’accusa è di stoccaggio non autorizzato di rifiuti all'interno e in prossimità dei cassonetti stradali: una situazione generata dai pesanti disservizi nella raccolta dell'immondizia che si sono verificati a Roma nel giugno scorso. A seguito di accertamenti i carabinieri "hanno deferito all'Autorità Giudiziaria competente i dirigenti di Ama spa in carica all'epoca dei fatti, delegati quali responsabili per l'attività di raccolta dei rifiuti nel territorio della Capitale". Bagatti, un dirigente interno, era stato anche per un periodo amministratore unico pro-tempore dell'azienda capitolina.

La nota dell'azienda

"Le contestazioni del Noe dell'Arma dei Carabinieri riguardano fatti risalenti al giugno scorso, che sono già stati derubricati a semplice ammenda (una sanzione pari a 6.500 euro) e che la Municipalizzata capitolina per l'Ambiente ha già provveduto a pagare oggi stesso". Lo comunica Ama in una nota. "Nel periodo a cui si riferiscono i fatti, come è noto, ci sono stati rallentamenti nella raccolta dei rifiuti, dovuti alle criticità e forti decurtazioni nelle quantità di materiali accolte da impianti di trattamento terzi. Tali decurtazioni hanno poi reso necessaria l'emanazione di una specifica Ordinanza da parte della Regione Lazio", conclude. 

Le indagini

L'indagine dei militari del Nucleo Operativo Ecologico, coordinata dall'aggiunto Nunzia D'Elia e dal pm Luigia Spinelli, è scattata sia a seguito di alcuni esposti presentati dai cittadini che per iniziativa dell'Arma, a causa delle "difficoltà mostrate da Ama spa nella raccolta dei rifiuti a Roma nello scorso mese di giugno, e a verificare le cause di tali disservizi". I militari del Comando Tutela Ambientale hanno portato avanti una serie di accertamenti in alcuni Municipi della città, tra cui anche il centro storico, per verificare "la sussistenza di reati ambientali in relazione all'ammasso dei rifiuti, continuativo e sistematico, generatosi nelle aree dedicate al loro conferimento da parte dell'utenza".
Durante le indagini sono poi emerse irregolarità nell'attività di raccolta: in particolare nella zona di Prati e Pigneto gli inquirenti hanno verificato che i cassonetti poco dopo essere stati svuotati tornavano a riempirsi nuovamente e pertanto il servizio non era adeguato alle necessità della zona. E' stato quindi accertato il reato, previsto dal Testo Unico Ambientale, di stoccaggio non autorizzato di rifiuti, all'interno ed in prossimità dei cassonetti stradali a causa del mancato rispetto del nuovo "Contratto di Servizio tra Roma Capitale e Ama Spa per la gestione dei rifiuti urbani e servizi di igiene urbana per gli anni 2019/2021". 

Botta e risposta tra Salvini e M5s

"Più che dei dirigenti, la responsabilità è tutta dell'incapace sindaco Raggi: ha cambiato più amministratori dell'Ama lei che allenatori il Milan!", ha ironizzato il leader della Lega Matteo Salvini. Pronta la: "Salvini su Ama? Si occupi di calcio che è più credibile - ha replicato il capogruppo del M5s in Campidoglio Giuliano Pacetti -. Non commento l'indagine, di cui tra l'altro non si conoscono i dettagli. Quello che posso dire è che abbiamo sempre chiesto, ai vari consigli di amministrazione di Ama, di mettere in atto un rinnovamento della dirigenza aziendale. Finalmente il nuovo Amministratore Unico di Ama ha varato una nuova organizzazione". La sindaca Virginia Raggi, da parte sua, esprimendo "piena solidarietà" al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ha attaccato: "Salvini la smetta di fare campagna elettorale su tutto. La smetta di attaccare i sindaci: ogni giorno sono in prima linea a servizio dei cittadini". Per il Codacons, invece, l'indagine "apre la strada ai rimborsi della Tari in favore dei cittadini romani". L'associazione si dice pronta "a sommergere l'azienda con una valanga di ricorsi".

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