Migranti, arrivati a Fiumicino 51 profughi dal Corno d'Africa

Lazio
Foto di Archivio (ANSA)

I profughi saranno accolti in varie città (Roma, Bologna, Firenze, Genova, Gubbio, Martina Franca, Milano, Padova) presso associazioni, parrocchie, appartamenti di privati e istituti religiosi

Questa mattina all'alba sono sbarcati all'aeroporto di Fiumicino 51 profughi del Corno d'Africa, tra cui 14 minori, che erano rifugiati da tempo in Etiopia. Il loro ingresso attraverso i corridoi umanitari in Italia è stato reso possibile grazie al nuovo Protocollo d'intesa con lo stato italiano, siglato lo scorso 3 maggio dalla Cei (attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes) e dalla Comunità di Sant'Egidio, che prevede l'arrivo di 600 persone nei prossimi due anni.

L'accoglienza

I profughi saranno accolti in varie città (Roma, Bologna, Firenze, Genova, Gubbio, Martina Franca, Milano, Padova) presso associazioni, parrocchie, appartamenti di privati e istituti religiosi, con il supporto di famiglie italiane che si occuperanno di accompagnare il percorso d'integrazione sociale e lavorativa sul territorio. 

Il ricongiungimento fra le famiglie

Ben 19 dei 51 profughi sono persone che oggi si sono potute ricongiungere con i propri famigliari che già da diverso tempo si trovavano in Italia. Non sono mancati momenti di emozione, quando alcuni di loro si sono potuti riabbracciare dopo tanto tempo. I profughi sbarcati oggi, infatti, da oltre due anni si trovavano nei campi profughi in Etiopia, in attesa del disbrigo delle formalità burocratiche per poter giungere nel nostro Paese con la modalità dei Corridoi umanitari. Particolarmente significativo l'incontro ed il ricongiungimento di una famiglia eritrea: Gabriel, 25 anni, e sua sorella Feven, 19 anni, hanno potuto riabbracciare la loro mamma, che insieme ad altri due figli era in Italia già da dieci anni. I due ragazzi, invece, erano rimasti bloccati in un campo profughi in Etiopia, dopo che il padre se ne era andato via dal campo, senza dare più notizie di sé. E loro due, essendo maggiorenni, in virtù delle leggi in vigore che regolano la materia, non potevano venire in Italia per ricongiungersi con l'altro genitore. Come è ormai tradizione ai bambini, che al loro arrivo hanno intonato un'allegra canzone in lingua eritrea, sono stati regalati fiori, giocattoli e palloncini colorati.

Il prefetto dei Servizi civili: "Corridoi umanitari sono modello di integrazione"

"Per il Dipartimento dei Servizi civili per l'immigrazione e l'asilo del Ministero dell'Interno il corridoio umanitario rappresenta un fiore all'occhiello, per le finalità che si propone, ma anche per il modello di integrazione con gli organismi della società civile che rappresenta. Questo modello ha consentito di aprire nuovi orizzonti di vita". E' quanto ha affermato a Fiumicino il prefetto, Michela Lattarulo, dei Servizi civili per l'immigrazione e l'asilo del Ministero dell'Interno, tra le personalità che hanno accolto i 51 profughi arrivati oggi da Addis Abeba. "E' proprio questo il senso dei corridoi umanitari: dare il futuro a delle persone che hanno bisogno di essere protette accolte e integrate - ha detto a sua volta Luigi Vignali, Direttore generale per gli italiani all'estero e le Politiche migratorie del Ministero degli Affari Esteri - E' sempre emozionante assistere all'arrivo dei Corridoi umanitari; ne ho seguiti molti, però ogni volta mi emoziono, perché ogni volta incontro persone felici alle quali abbiamo dato una nuova speranza di vita."  

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