Sciopero a Roma, cori contro Virginia Raggi: "Vattene a casa"

Lazio
La protesta in piazza del Campidoglio contro la sindaca di Roma

La replica della sindaca su Twitter: "Una minoranza di sindacalisti prova a tenere in ostaggio una città di tre milioni di abitanti". Il tweet è stato letto sul palco scatenando fischi e urla "dimissioni" 

In occasione dello sciopero generale proclamato a Roma, i sindacati sono scesi in Piazza del Campidoglio per protestare contro l'amministrazione di Virginia Raggi. "Vergogna, vergogna, vergogna" o "Vattene a casa, Virginia vattene a casa, vattene a casa, Virginia vattene a casa", sono i cori intonati. Insieme a Cgil, Cisl, Uil e Ugl c'erano anche diverse realtà cittadine, dalle opposizioni capitoline alle associazioni dei consumatori, che hanno preso di mira la gestione delle aziende comunali e il "degrado" della città. Non sono mancati gli appelli: "Non servono i grandi e costosi manager che hanno saputo solo dilapidare le risorse pubbliche. Servono umili dirigenti animati per l'interesse dei cittadini, che svolgano il loro ruolo con spirito di servizio, che facciano in modo che tale spirito si diffonda in tutta la loro azienda. E tutte le aziende devono essere fornite delle risorse necessarie al loro rigoroso funzionamento. Tutto questo servirà a combattere il degrado della nostra città, vogliamo Roma pulita, non deturpata dal traffico insopportabile con l'aria irrespirabile. Insomma, una città finalmente sostenibile".

La replica di Virginia Raggi

Non si è fatta attendere la replica della sindaca, Virginia Raggi, su Twitter: "Una minoranza di sindacalisti prova a tenere in ostaggio una città di tre milioni di abitanti: di lavoratori, di madri e padri che ogni giorno accompagnano i propri figli a scuola, di studenti e pendolari. La maggioranza dei cittadini è stanca di scioperi ingiustificati". Tweet che è stato letto dal palco allestito in Campidoglio. La lettura delle parole della prima cittadina è stata accolta da fischi e urla "dimissioni". "Si chieda se è lei la minoranza in questa città, che non la vuole. Lo sciopero è riuscito perché la città è nel degrado", ha attaccato il segretario della Cgil di Roma, Michele Azzola.
In serata, Raggi è tornata all'attacco, sottolineando con un post su Facebook che ”la stragrande maggioranza dei lavoratori di Roma non ha partecipato allo sciopero indetto dai sindacati: il 72% dei dipendenti Atac si è recato a lavoro, il 62% di quelli di Ama, addirittura il 90% in Zetema. Asili e scuole dell'infanzia sono rimasti aperti, salvo qualche rara eccezione. I lavoratori delle aziende partecipate di Roma hanno ritenuto che non fosse giustificata una mobilitazione, lanciata dalle vecchie sigle sindacali dopo aver rifiutato il confronto e soprattutto dopo aver ignorato quella mano che l'altro ieri avevo teso per evitare inutili disagi alla città e alle persone".

Le accuse dei sindacati

È unanime il giudizio sull’operato della Giunta guidata da Virginia Raggi da parte dei sindacati che erano presenti in piazza. ”Dopo tre anni dall'elezione di Raggi abbiamo una Roma abbandonata", ha affermato Ermenegildo Rossi dell’Ugl, a cui ha fatto eco Alberto Civica della Uil: ”La Capitale non si merita di essere governata così”. Carlo Costantini (Cisl) punta il dito invece sul "patto Fabbrica Roma che non è mai partito”.
Secca la risposta del Movimento 5 stelle di Roma. “È uno sciopero privo quindi di ogni fondamento, che svela oggi il suo sapore esclusivamente politico e il cui unico effetto è danneggiare i cittadini", ha commenta il capogruppo pentastellato Giuliano Pacetti. "Uno sciopero al quale non ha creduto la maggioranza degli stessi lavoratori. Noi continuiamo a lavorare permettere in sicurezza i conti”, ha dichiarato invece l’assessore alle Partecipate, Giovanni Lemmetti. 

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