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Whirlpool, dal primo novembre stop ad attività a Napoli: "Azioni governo non risolutive"

6' di lettura

Lo ha reso noto l'azienda in seguito all'incontro di questa mattina a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e il ministro Stefano Patuanelli. La Fim ha proclamato uno sciopero a oltranza. Trecento operai hanno bloccato l'autostrada Napoli-Salerno

A partire dal primo novembre l’attività produttiva nello stabilimento Whirlpool di Napoli si fermerà. È questa la decisione assunta dalla multinazionale in seguito all’incontro tenutosi questa mattina a Palazzo Chigi tra i vertici italiani del gruppo, il premier Giuseppe Conte e il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, durante il quale l’azienda ha confermato il piano per la cessione del sito di via Argine alla Prs (LE TAPPE DELLA VICENDA). Secondo la società, le azioni proposte dal governo, incluse nel decreto per la risoluzione delle crisi aziendali, "sono misure non risolutive e che non possono incidere né sulla profittabilità del sito di Napoli nel lungo periodo, né sulla competitività di Whirlpool nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa)".
Al termine della riunione, il premier Conte aveva riferito che l'azienda non aveva accettato le proposte del governo e che il dialogo tra le parti era ormai "senza prospettiva", mentre la Fim Cisl ha subito proclamato uno sciopero a oltranza nel sito di Napoli.

La nota di Whirlpool Emea

Whirlpool Emea "prende atto con grande rammarico della mancata disponibilità da parte del governo a discutere il progetto di riconversione del sito, che rappresenterebbe l'unica soluzione in grado di garantire la salvaguardia occupazionale e la sostenibilità nel lungo periodo dello stabilimento, e si trova costretta a procedere alla cessazione dell'attività produttiva dal 1 novembre 2019". Recita così la nota diffusa dalla multinazionale dopo il vertice di questa mattina. "Nonostante ingenti investimenti realizzati negli ultimi anni, lo stabilimento di Napoli non è più sostenibile per via di una crisi strutturale", spiega l'azienda.

Operai bloccano autostrada Napoli-Salerno

Le notizie giunte da Roma in tarda mattinata hanno fatto esplodere la rabbia dei lavoratori dello stabilimento partenopeo di via Argine, che si sono riversati sull’autostrada Napoli-Pompei-Salerno bloccandone la circolazione. Circa 300 persone hanno raggiunto in corteo la rampa di accesso, paralizzando il traffico. Ci sono stati alcuni momenti di tensione tra i manifestanti e le forze dell'ordine, mentre un camionista ha tentato di forzare il blocco. Dopo circa un'ora e mezza, gli operai hanno lasciato l'autostrada. "Lo sblocco è un atto di grande responsabilità dei lavoratori, di fronte a un atteggiamento fortemente irresponsabile della multinazionale", ha dichiarato il segretario generale della Uil Campania, Giovanni Sgambati.

Il commento del ministro Patuanelli dopo il vertice

L'esito negativo dell'incontro era stato annunciato anche dal ministro Patuanelli, "Non c'è stata nessuna apertura da parte di Whirlpool, nonostante la massima disponibilità del governo a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per continuare la produzione nel sito di Napoli", aveva riferito il ministro, secondo il quale la cessione del ramo d'azienda va "sostanzialmente verso l'ignoto". Quella della multinazionale "è una scelta unilaterale. È surreale che ci si sieda al tavolo col presidente del Consiglio nella stessa posizione di tre settimane fa al Mise", aveva aggiunto riferendosi ai vertici aziendali. "È evidente che il livello di attenzione del governo, nella sua interezza, è alto. Quello che sta succedendo su questo stabilimento è esemplificativo di situazioni che non vogliamo si ripetano. Pensare che ci siano comportamenti predatori all'interno del tessuto produttivo italiano per noi non è accettabile. Siccome è evidente che questa è una crisi industriale che deve essere trattata dal governo, ritengo che sia giusto coinvolgere tutte le componenti dell'esecutivo, insieme alle quali decideremo i prossimi passi", ha concluso Patuanelli.

De Magistris e De Luca attendono un incontro con Conte

“Attendo con fiducia la convocazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ma Napoli farà sentire la sua voce in modo forte e vibrante anche con proposte innovative e rivoluzionarie e non lascerà soli i lavoratori'', ha detto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. ''Vorrei che Conte sapesse fino in fondo che questa è una vertenza della città tutta e vorrei avere un confronto su questa vertenza rispetto alla quale sono molto preoccupato. Il governo - ha aggiunto il sindaco - non è riuscito ad affermare la sua autorevolezza che significa far rispettare un accordo firmato nell'ottobre 2018. Da sindaco vorrei sapere quale è la fine che questi lavoratori devono fare altrimenti dobbiamo considerare il silenzio anche un atteggiamento di inadeguato rispetto nei confronti della terza città d'Italia che - ha sottolineato De Magistris - non può vedere chiudere un'azienda in questo modo e con queste modalità solo perché l'Italia è un Paese non in grado di far rispettare un accordo firmato dal governo e dall'azienda e su cui alcuni ministri hanno fatto la loro campagna elettorale''. Anche il presidente della della Regione Campania, Vincenzo De Luca, vuole un incontro con il premier. De Luca, infatti, in una lettera a Conte e ai ministri Patuanelli e Gualtieri, ha sollecitato "una verifica comune finalizzata alla individuazione di eventuali soluzioni alla gravissima crisi che coinvolge le strutture industriali campane. A tal fine, si chiede l'urgente fissazione di un incontro finalizzato al puntuale approfondimento, con l'opportuno supporto tecnico di Invitalia in ordine alla attendibilità e sostenibilità del piano industriale della società interessata e ai possibili sblocchi della crisi".  

Fim proclama sciopero e valuta occupazione della fabbrica

Non appena appresa la notizia della conferma, anche davanti al premier Conte, della volontà di cedere il sito di Napoli, la Fim Cisl ha dichiarato sciopero a oltranza nello stabilimento di via Argine "e si sta pensando all'occupazione della fabbrica e a uno sciopero di due ore oggi di tutto il gruppo". Lo si legge in una nota firmata dalla segretaria nazionale Alessandra Damiani, la quale ha dichiarato che "sono ore drammatiche, l'azienda sta mostrando un'irresponsabilità senza precedenti. Una bomba sociale è pronta a esplodere e Whirlpool è l'unica responsabile".

"Che cosa è stato fatto in questi sette giorni?"

La scorsa settimana, scrive Damiani, "il ministro Patuanelli ci aveva comunicato che entro 24 ore avrebbe incontrato l'ad di Whirlpool La Morgia per verificare la consistenza del piano di riconversione e verificare le proposte, mentre il presidente Conte ci disse che Whirlpool doveva solo comunicare gli ostacoli che impedivano il suo permanere a Napoli e rilanciare il sito. A questo punto - ha concluso - ci chiediamo cosa si sia fatto in questi sette giorni”.

Fiom Cgil: "Due ore di sciopero alla fine di tutti i turni in ogni sito del gruppo"

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Napoli, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati hanno convocato per il prossimo 21 ottobre gli esecutivi unitari di per definire i tempi e le modalità operative della mobilitazione di tutte le categorie produttive. Anche la Fiom Cgil, tramite la segretaria nazionale, Francesca Re David, ha fatto sapere che sta valutando "le iniziative di mobilitazione in risposta a questo ulteriore atto unilaterale dell'azienda" e ha proclamato due ore di sciopero alla fine di tutti i turni in tutti gli stabilimenti del gruppo. "La totale chiusura e l'indisponibilità di Whirlpool a cercare soluzioni coerenti con l'accordo - scrive Re David - mette di fatto a rischio la tenuta del piano industriale e il futuro di oltre 5.000 lavoratori in tutta Italia".

Data ultima modifica 15 ottobre 2019 ore 15:04

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