Roma, fatture false e riciclaggio: scoperta evasione da 100 milioni di euro

Lazio

Sono 650 le persone indagate. Tra quelle raggiunte dal provvedimento, anche un soggetto, disoccupato e nullatenente, che ha visto in circa sei mesi transitare sul proprio conto bancario oltre cinque milioni di euro

Nell'ambito dell'indagine della Procura di Roma, la guardia di finanza ha accertato oltre 100 milioni di euro di evasione fiscale realizzati attraverso fatture false. In totale, sono 21 le misure interdittive emesse mentre sono in corso sequestri preventivi di beni nelle province di Roma e Latina per un valore di circa 20 milioni di euro. Inoltre, sono 650 le persone indagate. Tra quelle raggiunte dal provvedimento del Gip, anche un soggetto, disoccupato e nullatenente, che ha visto in circa sei mesi transitare sul proprio conto bancario oltre cinque milioni di euro. 

L'attività investigativa

Le indagini partite da alcune segnalazioni da parte delle Poste per 60 operazioni sospette su alcuni conti correnti, ha permesso di individuare un gruppo criminale che ha messo in atto sistematiche evasioni fiscali per oltre 100 milioni di euro e operazioni di riciclaggio di denaro di proventi illeciti per oltre 55 milioni di euro.

Le indagini precedenti

L'organizzazione era già stata colpita alla fine del 2017, quando erano stati arrestati quattro imprenditori romani ritenuti gli ideatori del complesso sistema di frode. Le successive indagini hanno consentito di individuare ulteriori soggetti, attivi all'interno della struttura criminale. A loro erano stati assegnati compiti quali la costituzione di società "cartiere", la predisposizione di false fatture e il riciclaggio del denaro corrisposto a fronte del pagamento dei documenti fiscali emessi.

Procacciare nuovi clienti

Un commercialista romano cercava nuovi clienti, tutti piccoli imprenditori. I clienti finali, ai quali gran parte delle somme venivano poi retrocesse sotto forma di contanti, potevano così avere la disponibilità di denaro da utilizzare senza correre il rischio che le transazioni fossero "tracciate" attraverso i canali ufficiali.

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