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Whirlpool, Conte: "Pronti a sospendere la cessione fino al 31 ottobre"

I titoli delle 8 di Sky Tg24 del 9/10

6' di lettura

Secca la replica di Francesca Re David, segretaria generale di Fiom-Cgil: "Non siamo soddisfatti. Non può continuare come se nulla fosse, non ci sono stati passi avanti". Nel pomeriggio si è tenuta un'assemblea dei lavoratori presso lo stabilimento di Napoli

A Roma, a Palazzo Chigi, si è svolto l'incontro convocato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con i sindacati sulla vertenza Whirlpool. Presenti anche il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e le delegazioni di Fiom, Fim, Uilm e Uglm guidate dai rispettivi segretari generali, Francesca Re David, Marco Bentivogli, Rocco Palombella e Antonio Spera. I sindacati hanno chiesto che l'azienda ritiri la procedura di cessione dello stabilimento di Napoli, dove lavorano 430 persone e si producono lavatrici, alla società Prs, la Passive refrigeration solutions. 

La lettera di Whirlpool e la replica dei sindacati

''L'azienda è disponibile a riprendere il confronto ed è pronta a considerare la sospensione della procedura di cessione di ramo d'azienda ex art.47 fino a e non oltre il 31 ottobre", sono le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ai sindacati. Il premier ha riferito quanto riportato in una lettera inviata al governo da Whirlpool, i cui contenuti, però, sono stati giudicati da Palazzo Chigi "non soddisfacenti e non risolutivi". E non si è fatta attendere la risposta di Francesca Re David, segretaria generale della Fiom-Cgil: "Non siamo soddisfatti. La sospensione della procedura di cessione non è quello che serve per riaprire un tavolo che rimetta in discussione la decisione dell'azienda. Non può continuare come se nulla fosse, non ci sono stati passi avanti". Stesso pensiero di Marco Bentivogli, segretario generale della Fim-Cisl: "Sostanzialmente la situazione non cambia. Non si è spostata di un millimetro, neanche nei tempi. Questa è una fumata nera. Ci aspettavamo qualche passo in avanti in più". Poi fa sapere che Stefano Patuanelli "entro 24 ore incontrerà l'azienda per un confronto". Così come Rocco Palombella della Uilm: "Hanno rivenduto una disponibilità a fronte di una procedura che si sarebbe comunque conclusa il 31 ottobre. Un atto scorretto nei confronti di governo, sindacati e lavoratori". Infine, Antonio Spera (Uglm): "Così serve all'azienda per prendere tempo".

Le parole di Stefano Patuanelli

Sulla vicenda è intervenuto anche Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico: "I segnali che abbiamo avuto da Whirlpool e dalle esperienze pregresse non depongono a favore di una interlocuzione serena. Detto ciò, il segnale di sospensione della procedura di cessione non è il massimo, avrei preferito l'interruzione, ma in questo momento è utile andare a vedere le carte in mano all'azienda", le sue parole.

La presa di posizione dell'azienda

Nel frattempo è arrivata la presa di posizione di Whirlpool Emea che, con una nota, ha fatto sapere di "attendere di ricevere presto una convocazione dal governo per riprendere la discussione di merito sul progetto identificato, che dia un futuro di lungo periodo al sito di Napoli e ai suoi 400 lavoratori. Whirlpool Emea apprende dai media, a margine dell'incontro appena conclusosi a Palazzo Chigi, che il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è pronto a convocare un incontro con l'azienda nelle prossime 24 ore. L'azienda conferma di aver espresso, nei giorni scorsi, al primo ministro Conte e al ministro Patuanelli, la propria disponibilità a riprendere il confronto con il governo e con le parti sociali". 

De Magistris: "Dal premier servono parole forti". Boccia: "Serve visione più lungimirante"

''Sono molto, molto preoccupato", spiega il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. "Noi non consentiremo che questa esperienza finisca nel peggior modo possibile per incapacità e inconcludenza del Governo che rischia di essere subordinato a una multinazionale", aggiunge il primo cittadino. "Dal presidente Conte servono parole chiare e forti. Deve far capire ai lavoratori, ai sindacati, al sindaco di Napoli e alla città se c'è una via di uscita da questa situazione portata fino a qui in maniera irresponsabile''.
Secondo il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, "c'è un problema di gestione dell'emergenza, dobbiamo fare in modo di non andare avanti solo per traumi e fare delle emergenza una priorità. Occorre una visione più lunga e larga del Paese. Abbiamo una grande potenzialità, una grande vocazione industriale: la fabbrica è il luogo del lavoro, elemento di coesione del Paese citato dal primo articolo della Costituzione".

La replica della Cgil

La Cgil non intende perdere "neanche un posto di lavoro" alla Whirlpool. Lo afferma il segretario generale, Maurizio Landini, spiegando che "mi pare che sia arrivata una disponibilità a sospendere la procedura da parte dell'impresa, ma con poca chiarezza su che cosa significhi questo. Credo che la parola spetti al Governo per verificare che cosa c'è realmente dietro a questa dichiarazione di sospensione e quale volontà concreta abbia l'azienda. Per quello che ci riguarda, noi partiamo dalla richiesta di applicare l'accordo che è stato fatto e diciamo con molta chiarezza non si può perdere un posto di lavoro in generale e soprattutto nel Mezzogiorno e che non siamo disponibili a chiudere stabilimenti".

Accurso: "L’azienda offende i lavoratori"

A seguito dell’incontro al Mise di questa mattina, nel pomeriggio i lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli si sono ritrovati presso il sito di via Argine. All’assemblea hanno preso parte Alessandra Damiani, Barbara Tibaldi e Gianluca Ficco, della segreteria nazionale di Fim, Fiom e Uilm. Presente anche Antonio Accurso, segretario generale della Uilm Campania, il quale ha commentato con parole dure la posizione dell’azienda: "Nell'assemblea con i lavoratori si è respirata molta tensione nei confronti della strategia aziendale, che offende l'intelligenza degli operi e mortifica le lotte che fino a oggi sono state sostenute per far mantenere gli accordi firmati al governo. Ci aspettiamo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte - ha aggiunto Accurso - faccia rispettare le istituzioni italiane con provvedimenti che prevedano un sostegno agli investimenti previsti nel piano industriale di ottobre, ma anche penalizzazioni pesanti se non vengono mantenuti gli impegni, come annunciato dal precedente ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. Crediamo - ha concluso - che la linea di confronto scelta dal governo vada bene se l'azienda è disponibile a trattare, ma se dovessero verificare una chiusura ci aspettiamo una reazione adeguata”.

La rabbia dei lavoratori

"Siamo più arrabbiati che mai - è il commento di un’operaia di via Argine - perché non c'è stata l'interruzione della procedura, ma solo una sospensione temporanea fino al 31 ottobre. Un'altra presa per i fondelli verso di noi, il sindacato e il Governo. Ora aspettiamo notizie dall'incontro delle prossime ore. Chiediamo che il Governo usi ogni mezzo per far capire una volta per tutte a questa azienda che gli accordi vanno rispettati”, ha concluso.

Data ultima modifica 09 ottobre 2019 ore 18:59

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