Ultrà della Lazio ucciso: ascoltata anche moglie di Piscitelli. Funerali saranno privati

Lazio

Al momento dalla cerchia di familiari e amici stretti non sarebbe arrivato alcun elemento utile alle indagini. Secondo quanto emerso fino a ora, Diabolik “non ha ricevuto alcuna minaccia di morte”, fanno sapere gli inquirenti 

Proseguono le indagini sull'omicidio di Fabrizio Piscitelli (CHI ERA), noto come Dabolik, freddato con un colpo alla nuca mercoledì pomeriggio in un parco di Roma. Gli inquirenti stanno ascoltando alcuni testimoni e ricostruendo la rete di amicizie dell'ex capo ultras della Lazio. Tra le persone ascoltate ci sono anche la moglie e la sorella. Al momento però dalla cerchia di familiari e amici stretti non sarebbe arrivato alcun elemento utile alle indagini.

“Nessuna minaccia di morte”

"Piscitelli a detta dei testimoni non ha ricevuto alcuna minaccia di morte", spiegano gli inquirenti e questo sarebbe avvalorato dal fatto che negli ultimi giorni Diabolik non ha mutato le sue abitudini. È stato ascoltato più volte dagli uomini della Squadra mobile il cittadino cubano che da circa dieci giorni accompagnava Piscitelli come autista. Diabolik, infatti, non poteva guidare l'auto perché sottoposto a una misura di prevenzione.

L'analisi dei cellulari

Gli inquirenti stanno effettuando una serie di analisi sui tre cellulari che erano nella disponibilità di Piscitelli. L'obiettivo degli investigatori è quello di ricostruire i contatti telefonici avuti da Diabolik nelle ore precedenti all'omicidio e, in particolare, capire chi gli abbia dato l'appuntamento al parco degli Acquedotti, poi rivelatosi una trappola.

I funerali si svolgeranno in forma privata, pronto il ricorso

Il questore di Roma, Carmine Esposito, ha deciso per "motivi di ordine e sicurezza" di far svolgere i funerali in forma privata. Nel provvedimento il questore spiega che "il rito funebre celebrato in forma pubblica, con grande risalto mediatico, potrebbe determinare gravi pregiudizi per l'ordine e la sicurezza pubblica". La misura sarebbe stata presa in quanto Piscitelli era un "esponente di rilievo" della tifoseria della Lazio e "fondatore" del gruppo degli Irriducibili. La decisione sarebbe stata presa anche alla luce della fiaccolata spontanea organizzata ieri sera dagli esponenti del gruppo ultras nel luogo in cui Diabolik è stato ucciso. Contro il divieto del Questore di Roma di fare svolgere funerali pubblici la famiglia di Piscitelli è pronta a fare ricorso al Tar. Lo ha dichiarato il legale della famiglia Marco Marronaro: "Proveremo a ottenere i funerali anche a settembre, anche perché a parte Riina e Provenzano non ricordo provvedimenti simili per altre persone".

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