Roma, sgombero a Primavalle: tre arresti

Lazio
Proteste davanti al palazzo occupato a Primavalle (Ansa)

Davanti all'edificio si sono radunate circa 200 persone per scongiurare l'intervento degli agenti. Alcuni occupanti si sono barricati all'interno della struttura, altri hanno iniziato a uscire dallo stabile

Decine di agenti in tenuta antisommossa sono entrati nel palazzo occupato in via cardinal Domenico Capranica, a Primavalle, nella zona nordovest di Roma. Circa 200 persone si sono radunate all’esterno della struttura, un’ex scuola, dove i movimenti avevano preannunciato un "muro popolare" contro lo sgombero, previsto inizialmente per le 5 di oggi, 15 luglio, ma i primi attivisti si sono recati sul posto già intorno a mezzanotte. Alcuni occupanti si sono barricati all’interno del palazzo per scongiurare l’intervento delle forze dell’ordine, mentre altri hanno iniziato uscire. Alcuni avrebbero accettato l'assistenza alloggiativa. Tutta l'area è blindata. (VIDEO)
Dalle finestre dell’edificio c’è stato un fitto lancio di oggetti, al quale gli agenti hanno risposto con gli idranti. Un fotografo è stato colpito. Alcuni occupanti hanno incendiato anche dei copertoni e promettono "di resistere allo sgombero”. Vicino al palazzo, è in corso un grande rogo di rifiuti, dal quale sale un fumo nero visibile anche a distanza. I vigili del fuoco sono intervenuti per spegnerlo. Dall'interno dell'ex scuola provengono urla e cori di protesta, mentre sul tetto alcune persone stanno ammonticchiando copertoni d'auto. Al termine delle operazioni il Viminale ha reso noto che sono stati effettuati tre arresti e diverse denunce.

Occupanti hanno iniziato a uscire 

Decine di occupanti dello stabile hanno iniziato a uscire in seguito alle trattative con la polizia. Sono in apparenza stranieri, dei quali molti spingono passeggini con bambini. Gli agenti continuano a mandare messaggi tranquillizzanti al megafono: "Intanto uscite, poi si troveranno le soluzioni abitative". Ma gli ormai ex occupanti sono disperati: "Ci è stato detto di uscire in 10 minuti”. Altri mostrano dei documenti e stanno radunando i loro averi nel cortile della struttura, dove sono presenti anche due squadre di polizia e carabinieri. La più disperata appare una donna italiana che ancora non ha lasciato l'immobile e che ha avuto un teso scambio verbale con la polizia: "Io sono italiana come voi - dice - dite sempre prima gli italiani ma prima gli italiani un c… Dove vado io adesso? Come lo pago l'affitto? Rispondetemi. Nelle case famiglia non ci vado...". "Andremo in un posto tipo un hotel, una stanza con il bagno per noi e una stanza per i bambini, ci dicono, ma non sappiamo niente. Ce lo dicono loro. I bambini vanno all'asilo e a scuola in zona. Siamo sotto choc", riferisce una ex occupante di origine marocchina. "È molto dura per i bambini, noi ci adattiamo. A loro ho detto che andiamo in una casa nuova", conclude la donna. All'interno della scuola ci sono decine di persone che ancora non sono uscite.
Come ha riferito all'Ansa Paolo Ciani, capogruppo di Demos in Consiglio regionale del Lazio, alcuni esponenti dei movimenti per la casa hanno bloccato piazza Clemente XI, manifestando e spiegando l’accaduto. In totale, sono oltre cento persone e hanno esposto uno striscione 'Il sonno della ragione provoca sgomberi’. 

Proposte di accoglienza a 199 persone

Ciani, presente sul luogo dalle 2 di questa mattina, racconta di aver “visto crescere lo spiegamento di forze dell'ordine e l'isolamento di un pezzo di città. È arrivata l'assessore comunale ai servizi sociali, ha parlato con alcune persone. Quelli con cui ho parlato dell'occupazione hanno riferito di soluzioni alloggiative eterogenee. Loro hanno proposto di vedere i luoghi dove li avrebbero voluti portare - aggiunge -. Sono stati dati 20 minuti per uscire e poi è iniziato lo sgombero. Non mi pare ci siano state particolari trattative. Speriamo gli siano state offerte soluzioni possibili”. Alle prime luci del mattino è giunta sul posto anche Laura Baldassarre, assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma, la quale spiega che “le persone che si sono fatte censire e sono rientrate nella categoria delle persone fragili sono 199 alle quali è stata offerta accoglienza facendo rimanere uniti i nuclei familiari. In un caso c'è anche la casa popolare. Stamattina dalle 6.30 - conclude - eravamo lì a far vedere le foto delle sistemazioni alternative agli abitanti per tranquillizzarli".

Nello stabile vivevano 340 persone

L’ex scuola di via cardinal Capranica era nella lista prioritaria degli edifici da sgomberare a Roma, stilata in un vertice in prefettura lo scorso 28 febbraio col placet del ministro Salvini. L’edificio, giudicato 'pericolante', era occupato dal 2003 ma tra gli anni '80 e i primi anni '90 era già stato oggetto di occupazioni da parte di alcune formazioni antagoniste. Stando a quanto riferito, all’interno vivevano circa 340 persone, tra cui molte famiglie con bambini che vanno a scuola negli istituti della zona e qualche anziano. In gran parte erano stranieri, soprattutto provenienti da Marocco e Romania. Pochi gli italiani. Tra gli abitanti molti dicono di avere lavori saltuari, di arrangiarsi dopo avere perso occupazioni stabili ed essere stati licenziati o finiti in cassa integrazione.  

Salvini: "Cittadini romani e italiani meritano legalità"

"Nessuna tolleranza e nessuno sconto ai violenti che occupano, incendiano e attaccano le Forze dell’Ordine. Lo stabile è pericolante, immigrati e centri sociali che fanno le barricate mettono a rischio l'incolumità di donne e bambini. I cittadini romani e gli italiani meritano legalità. Stiamo recuperando anni di assenza". È il commento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Orfini (Pd): "Inutile prova di forza davanti a povertà"

"Ancora una volta a Roma si considera l'emergenza abitativa come una questione di ordine pubblico mentre è una drammatica questione sociale. Quello che sta accadendo a Primavalle non è accettabile: la militarizzazione al posto del dialogo è l'ennesima dimostrazione della volontà di dichiarare guerra alla povertà. Si evitino inutili prove di forza nei confronti di chi ha la sola colpa di trovarsi in difficoltà". La ha dichiarato tramite una nota Matteo Orfini, deputato Pd.  

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