Roma, inchiesta nomine: pm chiede condanna a 2 anni per Marra

Lazio

Nel corso della requisitoria il pubblico ministero ha affermato che l'imputato "ha avuto un ruolo assolutamente attivo nelle procedure che hanno portato alla nomina del fratello". Per la stessa vicenda la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, è stata assolta

La Procura di Roma ha chiesto la condanna a 2 anni di carcere per Raffaele Marra, ex capo del personale del Campidoglio, nell'ambito del processo che lo vede imputato per abuso d'ufficio in relazione alla nomina del fratello, Renato, a capo della direzione Turismo del comune di Roma. Marra, per la procura di Roma, "avrebbe dovuto astenersi e non lo fece". Per la stessa vicenda, la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, è stata assolta dall'accusa di falso lo scorso 11 novembre. La nomina del fratello, all'epoca vicecomandante della Polizia Locale, avrebbe comportato un aumento dello stipendio pari a 20mila euro lordi l'anno, passando da una prima a una terza fascia retributiva. La sentenza è attesa per dopo l'estate.

La richiesta del pm

Nel corso della requisitoria il pm Francesco Dall'Olio ha affermato che l'imputato "ha avuto un ruolo assolutamente attivo nelle procedure che hanno portato alla nomina del fratello" nell'autunno del 2016. La nomina era stata prima congelata dal primo cittadino di Roma e poi infine revocata anche alla luce dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere che raggiunse Marra nel dicembre di tre anni fa per un'altra vicenda giudiziaria in cui il dirigente era accusato di corruzione.
Secondo Dall'Olio "il reato con dolo intenzionale si è consumato nella riunione del 26 ottobre del 2016 nell'ufficio di Raffaele Marra, che all'avvocato Antonio De Santis e all'assessore al Commercio Adriano Meloni fece il nome del fratello per il quale adottò un comportamento preferenziale che determinò un'ipotesi di vantaggio economico ingiusto in relazione alla mancata chance degli altri concorrenti per quella nomina".
Il pm ha inoltre spiegato come "la riunione si chiuse con gradimento di Meloni per la scelta del nome e la comunicazione della notizia a Renato che, avendo certezza del posto, manderà la domanda".

Marra si è dichiarato "assolutamente innocente"

La tesi accusatoria è stata sempre respinta dall'imputato che nel corso dell'udienza davanti ai giudici della ottava sezione penale si è dichiarato "assolutamente innocente. Sono stato estraneo nella procedura di interpello che nasce su iniziativa della sindaca Raggi - ha spiegato Marra - che ha potere esclusivo e autonomo nelle scelte e nell'assegnazione degli incarichi". L'imputato in quella circostanza ha aggiunto che la procedura di nomina era di "natura esplorativa e non certo comparativa, tanto è vero che la sindaca poteva conferire incarichi anche indipendentemente dalla presentazione delle istanze. Anche io, come altri dirigenti, fummo oggetto di valutazione senza aver presentato istanze. Quanto all'incremento retributivo, che nel caso di mio fratello sarebbe passato dalla prima alla terza fascia, era già indicato nella procedura di conferimento dell'incarico".

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