Omicidio Velletri, PG: “Ergastolo per mandante e concorrente”

Lazio
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La richiesta del Procuratore Generale, Simonetta Matone, è confermare in appello la condanna all’ergastolo già inflitta in primo grado di Elvis Demce e Carlo Gentile 

Confermare in appello la condanna all'ergastolo già inflitta in primo grado. È la richiesta con la quale il Procuratore Generale, Simonetta Matone, ha chiuso la sua requisitoria nel processo d’appello per Elvis Demce, di origini albanesi, e per il romano Carlo Gentile, accusati di essere il mandante e il concorrente nell’omicidio di Federico Di Meo, compiuto a Velletri il 24 settembre 2013. Le prime indagini sulla morte di Di Meo non avevano portato a risultati apprezzabili fino a quando Giancarlo Orsini aveva deciso di collaborare con la giustizia, facendo luce su una serie di omicidi, gambizzazioni e tante rapine del quale si era autoaccusato, indicando anche i mandanti.

Orsini la scorsa udienza è stato sentito in aula dai giudici d’appello, facendo riferimento alla sua conoscenza con i due imputati-condannati, illustrando poi tutte le fasi che avevano all’omicidio. “La sentenza impugnata - ha detto il Procuratore Generale Matone - è accurata ma fallace in alcuni punti. Orsini racconta i fatti con estrema precisione e con riferimento al mandato per commettere l’omicidio, il suo racconto è apparso logico e preciso. È provato che in quel periodo ci fosse una conflittualità tra Di Meo e Demce. L’omicidio era stato compiuto per uno scontro di potere".  

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