Ostia, sgomberata casa popolare occupata da Vincenzo Spada

Lazio
carabinieri

Il padre, detto 'Pelé', gestiva il racket degli alloggi popolari a Ostia. Il blitz all'indomani di un atto intimidatorio del clan rivolto a collaboratrice di giustizia

Era occupato abusivamente da Vincenzo Spada da circa 10 anni l'appartamento a Ostia sgomberato giovedì mattina in via Ingrao. L'alloggio era parte di un complesso di edilizia popolare, ma Spada, figlio del boss 'Pelé', morto in carcere nel 2016, ne aveva fatto un'abitazione di lusso, ristrutturandola con marmi e arredamento in stile barocco. Secondo quanto si è appreso dalla polizia locale, nello stesso palazzo è stata trovata un'altra abitazione occupata abusivamente da una donna, che avrebbe detto di essere lì perché ospite di un altro componente della famiglia Spada. Il boss 'Pelé', secondo gli inquirenti, avrebbe gestito il racket delle case popolari a Ostia.

L'annuncio del sindaco Raggi

Su Twitter è arrivato anche l'annuncio di Virginia Raggi, la sindaca di Roma: “Abbiamo liberato una casa popolare a Ostia, occupata abusivamente da un membro del clan Spada. Polizia locale Roma Capitale è intervenuta questa mattina per restituire un bene pubblico alla città. Prosegue la nostra lotta per ripristinare la legalità. #NonAbbassiamoLoSguardo”, si legge.

Il blitz

Il blitz della polizia locale di Roma è avvenuto all'alba di giovedì 4 ottobre. Gli agenti si sono introdotti all'interno dell'abitazione al primo piano di via Ingrao, protetta da inferriate, in un'operazione che ha coinvolto circa cento agenti. L'appartamento è stato immediatamente riassegnato a una nuova famiglia. Lo sgombero è avvenuto all'indomani di un atto minatorio nei confronti dei genitori di una collaboratrice di giustizia, Tamara Ianni, che fornì nomi e dettagli sulle attività malavitose messe in piedi a Ostia dagli Spada, contribuendo all'arresto di 32 persone. Circa 24 ore prima, infatti, l'abitazione dei genitori di Ianni era stata colpita da due ordigni rudimentali, uno dei quali esploso sul balcone. 

Le minacce alla giornalista

Durante l'operazione sono state anche rivolte minacce a una giornalista di Repubblica, Federica Angeli, da parte di quattro donne appartenenti alla famiglia Spada. La giornalista è stata apostrofata durante lo sgombero del palazzo, dove si trovava per lavoro. Angeli è stata insultata e definita "una pappona sotto scorta", in riferimento al fatto che la giornalista viva sotto protezione a causa delle minacce di morte ricevute per le sue inchieste sui clan del litorale romano. Le quattro donne sono state identificate dalla polizia. Una di loro è la madre di Vincenzo Spada, l'occupante sgomberato. Per via del clima teso creatosi, la Angeli è stata costretta ad allontanarsi.

Il commento di Salvini

"Il mio grazie alle forze dell'ordine e solidarietà alla giornalista di Repubblica che è stata minacciata", così ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha aggiunto: "Vogliamo cacciare i delinquenti e restituire gli immobili a chi ne ha diritto. Lo stiamo facendo sul litorale romano, lo faremo a Napoli e nelle altre città italiane. Anche grazie al Decreto sicurezza: dalle parole ai fatti".

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