Il confronto tra il ministro della Giustizia, sostenitore del "Sì", e l'avvocato e presidente del comitato "Giusto dire No". Tra i temi del dibattito, moderato dal direttore Fabio Vitale, gli effetti di un eventuale cambiamento della Costituzione sull'indipendenza della magistratura e sulla vita dei cittadini
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio e l'avvocato Enrico Grosso si sono confrontati sulla riforma della Giustizia del 22 e 23 marzo in un appuntamento speciale de Il Confronto su Sky TG24. Tra i temi del dibattito, moderato dal direttore Fabio Vitale, gli effetti di un eventuale cambiamento della Costituzione sull'indipendenza della magistratura e sulla vita dei cittadini. Nordio è promotore della riforma e sostenitore del “Sì”, mentre l'avvocato e professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Torino ricopre il ruolo di presidente onorario del comitato “Giusto dire No".
Grosso: "La riforma minerebbe l'indipendenza della magistratura"
Se passasse il "sì", secondo Grosso, cambierebbe il nostro assetto costituzionale. "In astratto si continuerebbe a proclamare l'indipendenza della magistratura, minando però quel principio", ha detto l'avvocato.
Nordio: "Con la riforma più garanzie agli italiani"
Per il ministro della Giustizia, invece, la riforma assicurereb be "più garanzie agli italiani". "Supponiamo che un cittadino è imputato per un reato minore. Entra in tribunale e vede un giudice terzo e imparziale che sta al di sopra di due parti, un accusatore e un difensore. Quello che non sa è che chi lo ha portato in giudizio, il pubblico ministero, è possibile che valuti il giudice terzo e imparziale sulla sua valutazione professionale. Con la separazione delle carriere questo non succederà più", ha spiegato Nordio.
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