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Giuseppe Provenzano nuovo ministro per il Sud

3' di lettura

Economista, siciliano classe 1982, è dal 2016 vice direttore dello Svimez, l'Associazione per lo Sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno. Lo scorso anno ha rinunciato alla candidatura nelle liste del Pd per protestare contro il metodo scelto

È un economista esperto di Mezzogiorno, oltre che un politico, il nuovo ministro per il Sud del governo Conte-bis. Giuseppe Provenzano, siciliano (ma vive a Roma), classe 1982, è dal 2016 vice direttore dello Svimez, l'Associazione per lo Sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LA LISTA DEI MINISTRI - FOTO)

L’impegno per il Sud

Allo sviluppo del Meridione ha dedicato articoli (ha collaborato con diversi giornali e riviste) e saggi. Tra gli altri il libro "Ma il cielo è sempre più su?" dedicato all'emigrazione meridionale ai tempi di Termini Imerese con dentro proposte "per il riscatto di una generazione sotto sequestro". Le politiche di coesione sociali nazionali ed europee sono un altro pallino di Provenzano, che dopo la laurea ha conseguito il dottorato alla Scuola superiore sant'Anna di Pisa. Un interesse che presto si è intrecciato all'attività politica. I primi passi Giuseppe Provenzano, detto Peppe, li ha mossi nella sua regione. L'esordio con la giunta siciliana guidata da Rosario Crocetta: dal 2012 al 2014 è stato capo della segreteria dell'Assessore per l'Economia Luca Bianchi. Un impegno a cui ha affiancato tra il 2013 e il 2014 l'incarico di consulente dell'allora ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, alla cui area fa ancora riferimento. È stato inoltre consigliere di Giovanni Legnini quando era sottosegretario al Mef.

(Foto: Ansa)

La polemica con il Pd nel 2018 e la rinuncia alla candidatura

Da quest'anno è membro della Direzione nazionale del partito democratico e dal giugno scorso fa parte anche della segreteria, con l'incarico di responsabile delle politiche del lavoro. Solo un anno fa era stato protagonista di una polemica con i vertici del partito. Alle politiche del 2018 rifiutò la candidatura nelle liste del Pd per protestare contro il metodo scelto e perché collocato in lista dopo Daniela Cardinale, figlia dell'ex ministro e deputato Salvatore Cardinale. "La notte scorsa, in direzione del Pd, dopo una giornata gestita in modo vergognoso dai suoi vertici - dichiarò allora apertamente - ho appreso di essere stato inserito nella lista plurinominale di Agrigento-Caltanissetta, al secondo posto dopo l'on. Daniela Cardinale, figlia del ex ministro Salvatore. Ho ringraziato, ma ho rifiutato”.

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