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Dario Franceschini, il nuovo Ministro della Cultura con delega al Turismo

3' di lettura

Ferrarese, classe 1958, torna alla guida del dicastero che aveva già presieduto durante i governi di Renzi e Gentiloni. Appassionato di jazz e di scrittura, è nelle fila del Pd dal 2007

Dario Franceschini torna a ricoprire il ruolo di ministro della Cultura. Nel governo Conte Bis il 58enne di Ferrara ha anche la delega al Turismo. Il suo ultimo incarico come ministro risale al 2014. In quell’occasione, appena dopo il giuramento, aveva avvertito: i beni culturali sono "un ministero dell'economia" (LIVEBLOG - MINISTRI - FOTO).

Il ritorno di Franceschini al ministero dei Beni culturali

Nei quasi quattro anni del suo precedente mandato, ha cercato di creare una rivoluzione nel mondo dei musei. Il numero dei visitatori era cresciuto, ma le politiche di Franceschini avevano anche creato polemiche e più di una insofferenza tra i ranghi del dicastero fondato, nel 1975, da Giovanni Spadolini. Ora, torna nelle stanze del Collegio Romano, che nel frattempo ha subito alcuni cambiamenti con la riorganizzazione voluta dal ministro del governo giallo-verde Alberto Bonisoli. Si pensa che Franceschini voglia riprendere da dove aveva lasciato circa quattro anni fa. Già in partenza, comunque, ha ottenuto di riportare al Collegio Romano anche il dipartimento del Turismo che il governo di Lega e M5s aveva affiancato invece all’agricoltura.

 

Una vita fra jazz, scrittura e politica

Il ferrarese è in politica da sempre, dai tempi della scuola. Papà partigiano bianco, poi deputato della Dc e con una grande ammirazione per Pierluigi Castagnetti, è stato spesso definito “uomo del dialogo”. Classe 1958, padre di tre figlie, appassionato di jazz, il neo ministro della Cultura è sposato in seconde nozze con Michela Di Biase, consigliere pd in Campidoglio e alla Regione Lazio. Nella sua vita sostiene di avere due grandi passioni: "La letteratura e la politica, due universi che non si incontrano ma ai quali non intendo rinunciare".

Nel Pd dal 2007

Franceschini ha scritto diversi libri e due suoi romanzi sono stati tradotti anche in francese. Ma la politica rimane la sua maggiore occupazione: deputato dal 2001, tra i fondatori della Margherita, è nel Pd dal 2007. Dal febbraio all'ottobre del 2009 è stato alla guida proprio del Partito democratico. Nel 2013, dopo la "non vittoria" del Pd di Pier Luigi Bersani, è diventato ministro dei Rapporti con il Parlamento nel governo di larghe intese presieduto da Enrico Letta. Pochi mesi dopo, la nomina a ministro dei Beni e delle Attività Culturali del governo di Matteo Renzi, subentrato a Letta. Ha mantenuto la carica anche sotto il governo Gentiloni, durante il quale ha rotto i rapporti con l'ex premier ed ex segretario, decidendo di sostenere la corsa alle primerie di Nicola Zingaretti.

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