Fine vita, il governo impugna la legge del Veneto: Salvini non vota in Cdm

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La Regione è la prima amministrata dal centrodestra a introdurre "procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito". Matteo Salvini, a quanto si apprende, non ha partecipato né alla discussione né alla votazione durante il Consiglio dei ministri. "Dal punto di vista giuridico, sono convinto che la legge supererà il vaglio della Consulta", ha detto in una nota il presidente della Regione, Alberto Stefani

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Il governo impugna la legge sul fine vita del Veneto. È quanto emerge dal Consiglio dei ministri odierno che vede all’ordine del giorno, oltre ai decreti legge su bollette e Autorità nazionale anticorruzione, anche alcune leggi regionali. Il Veneto, governato dal leghista Alberto Stefani, è la prima Regione amministrata dal centrodestra ad aver dato il via libera a "procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito". A quanto si apprende, il leader della Lega Matteo Salvini non ha partecipato né alla discussione né alla votazione. 

Calderoli contro l'impugnazione, Tajani chiede intervento legislativo del Parlamento

Al contrario del vice premier Salvini, il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, anche lui leghista, si è espresso contro l'impugnazione. Secondo Calderoli si tratta infatti di una legge ordinamentale che indica solo le linee guida attenendosi alle norme già in vigore. Ora il governo ha tempo fino alla fine della settimana per presentare l'impugnazione alla Corte costituzionale. Dal canto suo, a quanto si apprende, il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso del dibattito in Cdm ha fatto mettere a verbale, a nome della delegazione di Forza Italia, la necessità di un intervento legislativo del Parlamento. Per il partito, infatti, una materia tanto delicata deve essere disciplinata dalle Camere attraverso una normativa nazionale che eviti il proliferare di leggi regionali, anche in contrasto tra loro, e dia attuazione alle indicazioni della Corte costituzionale.

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Stefani: "Legge supererà il vaglio della Consulta"

"La legge votata dal Consiglio regionale del Veneto è sostanzialmente diversa da quelle approvate in altre regioni e oggetto di richieste di modifiche da parte della Corte costituzionale", ha affermato in una nota il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. "Gli emendamenti approvati nel senso del favor vitae lo dimostrano. Per questo, dal punto di vista giuridico, sono convinto che supererà il vaglio della Consulta". 

Zaia: "Rispetto decisione del Cdm, rivendico scelta del Consiglio veneto"

Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha fatto sapere di rispettare la decisione del governo ma ha anche detto di rivendicare la scelta della Regione che lui stesso ha sostenuto. "È una prerogativa costituzionale del Governo, che ha il diritto di rivolgersi alla Consulta quando ritiene che una norma regionale presenti profili di incostituzionalità. Come d'altronde è pienamente legittimo - ha spiegato Zaia - che i rappresentanti della Lega in Cdm non abbiamo partecipato al voto. Personalmente rivendico con convinzione la scelta compiuta dal Consiglio regionale del Veneto, che ho personalmente sostenuto e votato". Per Zaia "l'impugnazione rappresenterà un'ulteriore occasione di approfondimento giuridico. La Corte costituzionale si è già espressa sulle normative di Toscana, Emilia Romagna e Sardegna, chiarendo anche gli spazi entro i quali possono intervenire le Regioni. Ora avrà modo di pronunciarsi anche sulla legge veneta. Attendiamo questo giudizio con serenità, convinti della serietà del lavoro svolto e della volontà di rispettare pienamente il quadro costituzionale. Ma credo - ha concluso il presidente del Consiglio regionale - che il vero problema sia un altro, e che non possa essere attribuito a questo Governo o a una singola maggioranza politica: l'Italia trascina da troppi anni un vuoto legislativo sul fine vita che nessun Parlamento non è ancora riuscito a colmare".  

Legge approvata in Veneto

La legge di iniziativa popolare sul fine vita è stata approvata il 2 settembre 2026 dal Consiglio regionale del Veneto dopo due giorni di discussione. In precedenza solo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna avevano fatto lo stesso. Il provvedimento, che definisce "procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito", è stato approvato con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari. Con il via libera, il Veneto è diventata la prima Regione amministrata dal centrodestra a dire sì alla legge.

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