Congresso Lega, oggi gli interventi di Salvini e Garavaglia. Poi il voto

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Oggi è il giorno degli interventi dei candidati in lizza per la segreteria del partito e poi del voto a scrutinio segreto. Ieri, nella prima giornata, Romeo ha attaccato: "La gente non ci vota più"

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Dopo che ieri la parola è andata ai delegati, oggi è il giorno degli interventi dei candidati e del voto a scrutinio segreto al congresso della Lega che si tiene a Milano, l’Allianz MiCo di CityLife. Due i candidati in lizza per la segreteria: Matteo Salvini, formalmente dimissionario (come prevede il regolamento) e Massimo Garavaglia. Il senatore e presidente leghista della commissione Finanze del Senato è riuscito in extremis a raccogliere le 80 firme richieste, come numero minimo, per candidarsi. 

Nella prima giornata via libera alla segreteria politica della Lega

Ieri, sabato 24 ottobre, ci sono stati gli interventi dei delegati, poi la parola è passata alle mozioni presentate (in tutto 11 su temi diversi), illustrate dai loro primi firmatari. Ed è stato approvato, per acclamazione e alzata di mano, l'emendamento allo statuto della Lega che introduce una segreteria politica che sarà formata da un massimo di nove membri nominati e revocati dal segretario federale che devono essere espressione dei livelli nazionale, regionale e locale. Un altro emendamento approvato prevede la figura del coordinatore federale delle segreterie regionali, che "può partecipare ai lavori del Consiglio federale e regionali con diritto di parola - come ha chiarito Calderoli - e vigila su comportamento degli stessi".

Le tensioni su Romeo

Ma la prima giornata è stata segnata anche dalle tensioni interne emerse nei confronti di Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda che più si è esposto, insieme ad Attilio Fontana, nel chiedere aria nuova e una squadra allargata. Nel suo intervento, il senatore Marco Dreosto, segretario regionale della Lega in Friuli, ha citato il capogruppo Romeo ricordando il lavoro fatto insieme a Palazzo Madama e poi affondando il colpo: "Non si può mettere in discussione un segretario per quelle che sono diatribe personali interne trasformandole in un dibattito nazionale". Romeo ha provato a difendersi e poi ha contrattaccato: "Il problema non è dentro la Lega ma è la gente fuori che non ci vota più", ha detto. "Nessuno ha mai messo in discussione la riconoscenza al nostro segretario e nessuno di noi ha chiesto un congresso. Io non ho mai sfidato nessuno e mai ho chiesto a Salvini di fare un passo indietro". Quindi ha insistito sulla sua via di uscita: "Perché accanto al segretario non può esserci un gruppo di governatori, che hanno un appeal particolare?". Non lascerà il partito, assicura, ma a difenderlo apertamente sono in pochi. Attilio Fontana c'è, e condivide con lui l'accusa di uno spostamento a destra del partito, che "non fa parte del nostro dna".

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