A Milano primo giorno del congresso straordinario. Due i candidati in lizza per la segreteria: Matteo Salvini, formalmente dimissionario (come prevede il regolamento) e Massimo Garavaglia. Attesa per il voto. Nasce la segreteria politica, ok per acclamazione a emendamento statuto
A Milano si è svolta oggi la prima giornata del congresso straordinario della Lega, voluto da Matteo Salvini e annunciato un mese fa a Pontida. L’evento è iniziato con un video con la voce di Umberto Bossi ("C'è la Lega e non ci sono altre forze") e le immagini di Roberto Maroni e Salvini. I 705 delegati previsti si sono riuniti in una sala, non accessibile alla stampa, al secondo piano dell'Allianz MiCo di fronte alle torri di City Life. Due i candidati in lizza per la segreteria: Matteo Salvini, formalmente dimissionario (come prevede il regolamento) e Massimo Garavaglia. Il senatore e presidente leghista della commissione Finanze del Senato è riuscito in extremis a raccogliere le 80 firme richieste, come numero minimo, per candidarsi.
Saluto e foto tra Salvini e Garavaglia
Matteo Salvini e Massimo Garavaglia, sfidanti per la segreteria, si sono salutati sorridenti e stringendosi il pugno e poi mettendosi in posa per una foto. I due si sono seduti in prima fila ma a distanza. Parleranno domani, e poi ci sarà il voto.
L’attacco a Romeo
Le tensioni interne sono emerse nei confronti di Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda che più si è esposto, insieme ad Attilio Fontana, nel chiedere aria nuova e una squadra allargata. Nel suo intervento, il senatore Marco Dreosto, segretario regionale della Lega in Friuli, cita il capogruppo Romeo ricordando il lavoro fatto insieme a Palazzo Madama e poi affonda il colpo: "Non si può mettere in discussione un segretario per quelle che sono diatribe personali interne trasformandole in un dibattito nazionale". Parte un applauso da gran parte dei presenti e cala il gelo.
La replica di Romeo
Romeo prova a difendersi e poi contrattacca: "Il problema non è dentro la Lega ma è la gente fuori che non ci vota più", dice. "Nessuno ha mai messo in discussione la riconoscenza al nostro segretario e nessuno di noi ha chiesto un congresso. Io non ho mai sfidato nessuno e mai ho chiesto a Salvini di fare un passo indietro". E dice non aver mai parlato di tre Leghe ma di "una Lega confederata, se questa è una colpa mi dichiaro colpevole". Poi la rasoiata d'effetto: "Il problema è che la gente fuori che non ci vota più" ed è perché, spiega, “la Lega ha perso identità ed è poco riconoscibile". Quindi insiste sulla sua via di uscita: "Perché accanto al segretario non può esserci un gruppo di governatori, che hanno un appeal particolare?". Non lascerà il partito, assicura ma a difenderlo apertamente sono in pochi. Attilio Fontana c'è e condivide con lui l'accusa di uno spostamento a destra del partito, che "non fa parte del nostro dna". E punta sul federalismo.
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Nasce la segreteria politica, ok per acclamazione a emendamento statuto
Per ora la risposta di Salvini, dopo mesi di accuse di un partito chiuso, arriva con due novità nello statuto. È stato approvato per acclamazione e alzata di mano l'emendamento che introduce una segreteria politica che sarà formata da un massimo 9 membri nominati e revocati dal segretario federale che devono essere espressione dei livelli nazionale, regionale e locale. Altro emendamento approvato prevede la figura del coordinatore federale delle segreterie regionali, che "può partecipare ai lavori del Consiglio federale e regionali con diritto di parola - come ha chiarito Calderoli - e vigila su comportamento degli stessi”.
Il ruolo di Zaia
Nuovi organi, entrambi scelti dal segretario, che potrebbero rimettere in gioco il recordman di voti della Lega, Luca Zaia. Un suo nuovo ruolo, tutto da chiarire, potrebbe fare la differenza nel futuro del Carroccio. Zaia però dribbla ("Non lo so e non ho mai rincorso cariche, sono un militante io") e nel suo intervento sposa la linea morbida ed ecumenica. Tanto che conclude: "Spero che chi perderà subito dopo dirà: 'Lui è il mio segretario' e chi vincerà che siamo una grande famiglia ed è giusto rispettare le idee di tutti".