Leopolda 2026 a Firenze, Renzi: "Appello ai centristi e riformisti di FI: venite con noi"
PoliticaLa quattordicesima edizione del raduno del leader di Italia Viva è arrivata alla conclusione. Tanti gli ospiti sul palco prima dell'intervento finale di Renzi, che ha ricordato: "L'altra volta Meloni ha vinto perché il centrosinistra era diviso in tre, se siamo uniti stavolta vinciamo noi". Replica di Tajani: "Il centro è solo Forza Italia"
La tre giorni di eventi e dibattiti della Leopolda 2026 è giunta alla sua conclusione. Molti gli ospiti dell'ultima giornata, tra cui il presidente nazionale di Confesercenti, Nico Gronchi e il presidente del Partito Democratico, Stefano Bonaccini. L'organizzatore e leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "Qui alla Leopolda le donne sono poche ma saranno in maggioranza nella lista di Casa Riformista". Poi, sulla premier: "Meloni è a un bivio: o lei va al Quirinale o lei va a casa. Lo dico a chi pensa che il dibattito italiano sia legato agli ego del centrosinistra, la partita non riguarda noi, è secca. Io lavoro perché al bivio Meloni prenda la direzione per andare a casa. Non me ne fraga chi fa il presidente del Consiglio, il ministro. In questo momento non me ne frega nulla". E ha ricordato: "L'altra volta Meloni ha vinto perché il centrosinistra era diviso in tre, se siamo uniti stavolta vinciamo noi". Poi ha lanciato un appello ai centristi e riformisti di Forza Italia: "Venite con noi". I rapporti con il M5s? "Ci sono più cose che ci uniscono di quelle che ci dividono".
Renzi: "Leopolda è un vivaio di idee"
"Qui alla Leopolda si fa politica", ha detto Renzi che ha preso la parola in conclusione della mattinata di dibattiti. "La Leopolda da 14 edizioni è la casa della politica, è il vivaio delle idee", ha aggiunto il leader di Iv sottolineando che "qui da anni stiamo provando a lanciare delle idee per il Paese". "Veniamo da una crisi economica profonda e la nostra proposta di quest'anno è essenzialmente il decreto ceto medio, ma prima di arrivarci, guardiamoci negli occhi, c'è una crisi spirituale prima che economica", ha spiegato.
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Renzi su Conte, i centristi e Forza Italia
Renzi ha affermato che è lui a chiedere a Giuseppe Conte garanzie, in particolare ne domanda tre: "mai più Salvini al Viminale, mai più Giorgetti in Consiglio dei ministri e che non staremo mai dalla parte di Donald Trump". "Chiedo la garanzia di mandare al Quirinale una persona che non sia né sovranista né populista, ma europeista - ha aggiunto -. Noi diamo una garanzia sulle primarie, sul Quirinale, sul fatto che non ammaineremo mai la bandiera del garantismo". Poi ha lanciato un appello "a tutti i centristi, il mio grande appello va ai riformisti, in particolare di Forza Italia: lasciate il partito e venite con noi, non potete stare con chi nega l'Europa. Le porte sono aperte e sono certo che qualche segnala arriverà a breve".
La replica di Tajani: "Il centro è solo Forza Italia"
Alle parole di Renzi ha risposto Antonio Tajani. "Il centro è uno solo: Forza Italia. Siamo la casa dei moderati, il Partito popolare europeo in Italia, alternativi alla sinistra e pilastro del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi", ha detto il leader azzurro. "A chi ha creduto in buona fede che a sinistra esistessero ancora una vera cultura socialdemocratica e una tradizione laburista diciamo che oggi quello spazio politico non c'è più. Se credete nel riformismo, nella libertà, nel garantismo, nell'Europa e nell'Occidente, la vostra casa non può che essere Forza Italia. Le nostre porte sono aperte a tutti coloro che vogliono aderire e incrementare con noi il grande progetto popolare e moderato. Per dirla con Battiato, siamo noi il centro di gravità permanente della politica italiana", ha aggiunto Tajani.
Renzi sull'Ucraina e Cuba
Tornando a Renzi, sul palco della Leopolda il leader di Iv ha parlato anche della situazione geopolitica ricordando che "è una vergogna quello che sta succedendo a Cuba". Poi sul conflitto in Europa orientale, ha sottolineato che "l'Ucraina non si svende, l'Ucraina si difende". "È evidente che la Russia è l'aggressore. Noi rivendichiamo lo sforzo diplomatico - ha affermato Renzi - non saranno le armi a far finire la guerra, le armi servono perché senza quelle non ci sarebbe più l'Ucraina. E dobbiamo spiegare ai campioni dei tweet che la politica estera è una cosa seria e va fatta. Su questi temi non abbiamo paura di nessuno".
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Bonaccini: "Serve un progetto alternativo"
Prima dell'intervento finale di Matteo Renzi, ha preso la parola l'europarlamentare Stefano Bonaccini. "Non sarò banale sulla sfida che abbiamo davanti nei prossimi mesi. È vero che le destre e i sovranisti alla prova del governo stanno in tutto l'Occidente rendendo il mondo più insicuro ed anche meno prospero in Europa. Ma mentre negli Usa siamo fiduciosi che, fra poche settimane, alle midterm Trump possa prendere una legnata pacifica e democratica", "in Europa le estreme destre stanno volando", ha detto il presidente del Pd. Su cosa può fare il centrosinistra, l'ex presidente della regione Emilia Romagna ha segnalato che "l'unità della coalizione non è condizione sufficiente per vincere ma dobbiamo presentare in fretta un progetto per l'alternativa. Non basta continuare a parlare male della Meloni per vincere, c'è bisogno di un progetto, Per qualche settimana aboliamo la parola primarie".
Il programma della giornata conclusiva della Leopolda 2026
A dare il via alla mattinata degli appuntamenti della Leopolda 2026 sono stati i deputati, i senatori, i consiglieri regionali di Italia Viva. Nel corso della mattinata sono intervenuti: Nico Gronchi, Presidente nazionale Confesercenti con un evento dal titolo: "Combattere il carovita"; il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo; il medico ed europarlamentare Pietro Bartolo; Simone Uggetti, già sindaco di Lodi e l'avvocato Gian Domenico Caiazza. È stata illustrata anche la proposta di conferimento della quattordicesima per gli insegnanti, le forze dell’ordine e gli infermieri. Hanno parlato al pubblico anche il medico Tommaso Pellegrino, il senatore Pierferdinando Casini e l'europarlamentare e presidente del Pd Stefano Bonaccini.