Maran (Pd): "Creiamo mappa dei ristoranti amici dei bambini"

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Lo ha dichiarato l'europarlamentare, già assessore alla Casa di Milano, insieme alla sindaca di Lesmo, Sara Dossola, dopo la scelta di un ristoratore del comune brianzolo di dire addio ai menu dedicati ai più piccoli sconsigliando la prenotazione alle famiglie con bambini al di sotto dei 7 anni

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Arrivano le prime reazioni dopo la scelta di un ristoratore di Lesmo, in Brianza, che ha deciso di eliminare i seggioloni e di dire addio ai menu dedicati ai più piccoli sconsigliando la prenotazione alle famiglie con bambini al di sotto dei 7 anni. "La scelta di non accogliere bambini ha aperto, in questi giorni, un confronto molto ampio, suscitando reazioni e punti di vista differenti e richiamando l'attenzione anche a livello nazionale. Al di là delle singole posizioni, crediamo che proprio da questa vicenda possa nascere l'occasione per fare un passo avanti: trasformare un dibattito che ha diviso in una proposta concreta e utile per il nostro territorio e per le famiglie. Chi ha bambini piccoli, infatti, non ha soltanto bisogno di sapere di poter entrare in un bar o in un ristorante ed essere accolto con piacere. Ha bisogno anche di sapere dove può trovare un luogo realmente attento alle esigenze delle famiglie: un seggiolone, un fasciatoio, un bagno adeguato, uno spazio dove giocare, magari qualche forma di animazione o, più semplicemente, personale e ambienti organizzati per accogliere con serenità anche i più piccoli". Lo hanno dichiarato l'europarlamentare Pd-S&D Pierfrancesco Maran, già assessore alla Casa di Milano, e la sindaca di Lesmo Sara Dossola in una nota. 

Locali a misura di famiglia

Da qui, dunque, l'idea della proposta. "Coinvolgere le associazioni di categoria nella costruzione di una guida territoriale dei locali a misura di famiglia, una mappa semplice e facilmente consultabile che raccolga bar e ristoranti e indichi, per ciascuno, quali servizi e attenzioni vengono concretamente messi a disposizione di bambini e genitori. Abbiamo già condiviso questa idea con Confcommercio, che l'ha accolta con entusiasmo, e vorremmo ora, in un'ottica di rete, estendere la proposta ai Sindaci della Brianza interessati, perché uno strumento di questo tipo può diventare ancora più utile se supera i confini dei singoli Comuni e assume una dimensione territoriale. Non immaginiamo un bollino assegnato dall'alto, né tantomeno una classificazione tra locali 'buoni' e 'cattivi'. Pensiamo piuttosto a uno strumento semplice e trasparente, che permetta alle famiglie di scegliere consapevolmente il luogo più adatto alle proprie esigenze e, allo stesso tempo, dia visibilità e valore agli esercenti che scelgono di investire nell'accoglienza delle famiglie", hanno proseguito Maran e Dossola. 

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La scelta del ristoratore di Lesmo

Al centro delle polemiche, come accennato, è finita l'Hostaria 2.0 di Lesmo, le cui indicazioni sono state promosse sui social dal titolare Alan Sampietro, nell'ambito di una linea "child free" per offrire un'atmosfera intima e rilassata agli ospiti. Il dibattito in merito è scattato anche online, tra sostenitori della libertà d'impresa e chi accusa la formula di essere escludente nei confronti delle famiglie. "Sono aperto da nove anni, ma dallo scorso marzo ho cambiato tutto, riducendo i posti a sedere a 26 e modificando la cucina verso un format con risotti gourmet e carni dal mondo, motivo per cui anche la clientela è naturalmente cambiata - ha spiegato Sampietro all'Ansa - A seguito di alcuni episodi è emerso che la convivenza con i bambini molto piccoli risultava complessa, portandoci a sconsigliare la prenotazione a chi ha figli in quella fascia d'età". Stando al titolare del locale "i bimbi piccoli l'ultima cosa che hanno voglia di fare è andare al ristorante, meno ancora con musica e luci soffuse e rimanendo seduti per due ore". Poi, ha proseguito: "Il bambino che si annoia lo dimostra piangendo o facendo il monello, esprime un suo disagio ed è il buon genitore a dover capire quando intervenire". Secondo Sampietro la sua non è una chiusura totale verso la clientela con figli. "Non impedisco a nessuna famiglia con bimbi piccoli di entrare - ha concluso - Ho diffuso la mia indicazione, ma voglio solo che si rendano conto che venire qui con bambini troppo piccoli diventa un'esperienza non piacevole in primis per loro stessi". 

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