In un'intervista a Il Giornale il sindaco di Benevento parla della malattia e riflette sul futuro. E sottolinea che dopo la morte andrà in Purgatorio. E perché non in Paradiso? "Per un politico è impossibile", spiega
Clemente Mastella aveva scelto una chiesa per raccontare, per la prima volta pubblicamente, di essere malato. Il 2 luglio, durante le celebrazioni per la Madonna delle Grazie a Benevento, davanti ai fedeli aveva chiesto "di pregare per me. Anche io sono malato, spero di farcela". Poi, nelle interviste successive, aveva spiegato che quella malattia era un tumore. Ora, in un’intervista a Il Giornale, il sindaco di Benevento racconta cosa è successo dopo la diagnosi: "All'inizio è stata durissima. Il tumore mi ha colto di sorpresa, non ho dormito per tante notti. Ora è subentrata la speranza. E la speranza cambia le cose".
Dai giorni dell’angoscia al rapporto con la famiglia, dalla fede al pensiero della morte, Mastella ripercorre il momento in cui ha dovuto fare i conti con la malattia. E dice di guardare al futuro: "penso alla morte, ma non come ossessione".
La diagnosi e i giorni di angoscia
Mastella descrive il momento successivo alla diagnosi come un periodo di "grandissima angoscia". Il pensiero, racconta, è andato soprattutto alla famiglia e al futuro dei nipoti. Tra i pensieri anche la possibilità di non poter assistere alla maturità della nipote più grande e il futuro della nipotina più piccola. "Ti travolge l'idea che sia la fine del mondo per te", racconta.
La malattia ha portato Mastella a modificare anche alcuni aspetti della quotidianità. "Sto cercando di essere meno frenetico, più sereno. Cerco di appoggiarmi di più alla famiglia. Riduco gli spazi pubblici. Senza però eliminare la politica".
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Mastella: "Penso alla morte, ma non come ossessione"
Il tema della morte è entrato nei pensieri di Mastella, ma, spiega, senza trasformarsi in un'ossessione. Ci pensa "come una cosa inevitabile, con la speranza che io possa vivere quel momento così: superare la barriera".
E dopo, il sindaco di Benevento sostiene che andrà "in purgatorio. Parte alta". E perché non in paradiso? "Per un politico il paradiso è impossibile. È successo a Tommaso Moro, forse a De Gasperi. Solo a loro", risponde. Ma sull'inferno è sereno: lì non ci andrà "perché non ho fatto del male. Io sono una persona buona".
La speranza di sconfiggere il tumore
Nonostante la paura e l'incertezza, Mastella dice che gli è stata prospettata una possibilità di sconfiggere la malattia. "C'è la speranza di sconfiggere il tumore. Mi hanno detto di sì. Però non so se me lo dicono solo per farmi coraggio", afferma.