Presunzione imputabilità minorenni, Meloni: "Chi sbaglia risponde delle proprie azioni"
PoliticaIl Cdm ha dato il via libera al disegno di legge sulle modifiche in materia di imputabilità del minore, che adesso dovrà essere accertata positivamente caso per caso. La presidente del Consiglio: è una norma che "colpisce soprattutto chi crede di essere intoccabile, sfrutta i minori come manovalanza per i proprio affari, ma serve anche a punire quei ragazzi che pensano di poter fare come vogliono perché sanno che tanto non accadrà loro nulla"
Nella giornata di oggi il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento che modifica la presunzione di imputabilità del minore: d’ora in avanti dovrà essere accertata caso per caso, senza alcuna "sorta di presunzione di non imputabilità, cioè di non capacità di intendere e di volere, adottata finora. Non abbiamo abbassato l'età per la imputabilità del minore, che rimane di 14 anni, e non abbiamo inasprito le pene. Con questa norma invertiamo l'onere della prova", ha spiegato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Un principio ribadito anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un videomessaggio ha sottolineato: "Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne. Oggi il Governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull'imputabilità dei minori". Critiche dalle opposizioni, con la segretaria del Pd Elly Schlein che ha commentato dalla Festa de l'Unità a Bagno a Ripoli: "Hanno fatto un Cdm senza affrontare un'altra volta il problema della benzina che è tornata a costare più di 2 euro. Questi sono i problemi concreti che gli italiani si aspettano che il governo affronti. Basta con la propaganda".
Nordio: "Provvedimento adottato per l’aumento della delinquenza minorile"
"È il tassello finale di tutta una serie di provvedimenti, a cominciare dal decreto Caivano, che sono stati adottati in seguito all'aumento della delinquenza minorile. Si tratta di una sorta di facilitazione del processo" perché "anche tutte le norme per quanto riguarda l'età e l'imputabilità sono datate dal codice Rocco, dal codice fascista, quando era diversa la delinquenza minorile, quantitativamente e anche qualitativamente", ha dichiarato Nordio in conferenza stampa. "Il significato politico" è "quello di facilitare le indagini - ha detto il ministro - perché partendo dal presupposto che una persona che commette un reato a 16 anni sia presumibilmente cosciente di quello che sta facendo, spetta al diretto interessato dare la prova contraria della sua capacità di intendere e di volere, mentre oggi l'indagine è resa più difficoltosa dal fatto che la presunzione sarebbe esattamente opposta".
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Meloni: "Colpiamo chi sfrutta i minori ma anche chi si crede intoccabile"
Sul tema è intervenuta anche la premier che, nel suo videomessaggio, ha spiegato come la norma "colpisce soprattutto chi crede di essere intoccabile, sfrutta i minori come manovalanza per i proprio affari, ma serve anche a punire quei ragazzi che pensano di poter fare come vogliono perché sanno che tanto non accadrà loro nulla". Nel suo intervento Meloni spiega: "Comincio da un principio che stiamo cercando di affermare in ogni ambito: chi aggredisce, chi rapina chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni, per questo abbiamo agito e continuiamo ad agire, arresto per i minorenni sorpresi con un'arma, norme severe contro la diffusione dei coltelli pene più dure per i danneggiamenti di gruppo". Per Meloni il provvedimento approvato oggi dal Cdm rappresenta un passo ulteriore: "Il nostro ordinamento prevede attualmente che un minore tra i 14 e i 18 anni risponda del reato solo se un giudice accerta che fosse capace di intendere e di volere. Con questo provvedimento quella capacità si presume sempre. Significa che si potrà ancora dimostrare il contrario davanti a un giudice, ma il punto di partenza cambia, prima si presumeva l'incapacità oggi si presume la responsabilità".
Meloni: "Non c'è vera libertà senza responsabilità"
"È chiaro che la norma da sola non risolve il problema, nè quando si parla di giovanissimi si può ragionare solo di repressione. Questo provvedimento è un tassello in un percorso molto più difficile e spesso silenzioso. Perchè un ragazzo di 15 o 16 anni che diventa violento e commette reati quasi mai ci arriva da solo", dice ancora Meloni. "Molto spesso c'è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che ha perso i contatti, un quartiere dove la sera non c'è nulla, un adulto che ha approfittato del vuoto. Riempire quel vuoto richiede molto lavoro, sostegno alle famiglie, scuola, formazione, lavoro, centro sportivi, spazi di aggregazione, lotta al degrado, presidi nelle aree più difficili e noi stiamo lavorando su tutti questo fronti tutto si tiene insieme. La fermezza senza alternative non basta ma le alternative senza fermezza non risolvono il problema". "Alcuni risultati si iniziano a vedere e per questo vogliamo insistere - conclude la premier - Uno Stato giusto ha il coraggio di cambiare le regole quando non funzionano e ha il dovere di essere severo con chi sbaglia, ma anche presente con chi rischia di perdersi, perché non c'è vera libertà senza responsabilità".
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Salvini: "Stretta anti maranza voluta da Lega, chi sbaglia paga"
"Ok dal Consiglio dei ministri a una nuova stretta anti-maranza chiesta a gran voce dalla Lega. Chi commette un reato sarà imputabile anche dai 14 anni in su. Chi sbaglia, paga. Avanti Lega!", ha scritto sui social il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini.
Mauri (Pd): "Criminalizzata un'intera generazione"
Sul tema si è pronunciato anche Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico: "Ancora una volta il governo sceglie la strada della propaganda e della repressione invece di affrontare le vere cause del disagio giovanile. Con il provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei ministri, che rende automaticamente imputabili i minori tra i 14 e i 18 anni, si continua a criminalizzare un'intera generazione, anziché investire in prevenzione, educazione, inclusione e sostegno". "La sicurezza non si costruisce trattando i giovani come un problema di ordine pubblico - ha concluso Mauri - ma offrendo opportunità, servizi e strumenti per contrastare fragilità ed esclusione. Serve una politica capace di ascoltare e accompagnare i ragazzi, non di etichettarli e punirli. È questa l'alternativa che il governo continua a rifiutare".
Bonelli: "Dal governo una deriva autoritaria"
"Le parole di Carlo Nordio sono gravissime. Dopo sei decreti sicurezza e il decreto Caivano, il governo ammette che la criminalità minorile è aumentata. È la prova del fallimento delle politiche della destra: più propaganda, più repressione, meno sicurezza", ha commentato Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. "Invece di investire nella scuola, negli educatori, nei servizi sociali, nella salute mentale, nei centri culturali e sportivi delle periferie - abbandonate al degrado, all'emarginazione e alla povertà educativa a causa di tagli del governo ai finanzianti per i servizi sociali , culturali e sportivi - Meloni e Nordio scelgono di rispondere al disagio giovanile con il carcere e con una deriva autoritaria che sostituisce la prevenzione con il sospetto e le politiche sociali con il diritto penale. "La sicurezza si costruisce offrendo opportunità, non riempiendo le carceri di ragazzi - ha concluso Bonelli - Senza una grande politica per l'istruzione, la cultura, lo sport e l'inclusione sociale, il carcere rischia di trasformarsi in una scuola di criminalità, dove si preparano i boss di domani invece di recuperare i cittadini di domani. La destra trasforma i giovani nel capro espiatorio del proprio fallimento".