Meloni allo svelamento della Fiat Croma di Falcone: “A Capaci mafia non piegò lo Stato”
PoliticaLa Presidente del Consiglio è arrivata in città nel pomeriggio e ha reso omaggio alla stele dedicata a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli uomini della scorta in prossimità di Capaci. Poi la cerimonia di svelamento dell'auto dove morirono, il 23 maggio del 1992, al Museo del presente Falcone e Borsellino di Palazzo Jung. “A Capaci la mafia non riuscì a piegare lo Stato”, sono state le parole della premier
"Capaci è uno di quei luoghi che ricordano a tutti noi il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta. La memoria è un dovere. L'impegno contro la mafia anche": la premier Giorgia Meloni ha chiuso con questo messaggio social la visita di oggi a Palermo. Arrivata nel pomeriggio, la presidente del Consiglio ha voluto rendere omaggio, deponendo un mazzo di fiori, alla stele dedicata a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, lungo l'autostrada A29, in prossimità di Capaci, nel luogo della strage del 23 maggio 1992. Poi la premier ha raggiunto la Prefettura del capoluogo siciliano, per presiedere una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica insieme al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e al ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Successivamente, Meloni si è recata al Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per la cerimonia dedicata alla Fiat Croma sulla quale viaggiavano il magistrato ucciso e la moglie: “A Capaci la mafia non riuscì a piegare lo Stato”, sono state le parole della premier, che ha descritto lo svelamento dei resti dell'auto come "un'emozione tagliente".
L'auto simbolo della lotta alla mafia
La Fiat Croma, simbolo della lotta alla mafia, è stata custodita negli ultimi 14 anni nella Scuola di formazione della Polizia penitenziaria Giovanni Falcone di Roma ed è stata affidata temporaneamente alla Fondazione Falcone per un progetto dedicato alla memoria delle vittime delle stragi mafiose. Prima della cerimonia è stato programmato il trasferimento della vettura dalla caserma Ciro Scianna fino a Palazzo Jung, lungo un percorso di circa 13 chilometri, denominato "Itinerario della memoria".
Maria Falcone: “La memoria deve essere viva”
Visibilmente commossa, la presidente della Fondazione Falcone Maria Falcone ha dato inizio alla cerimonia di svelamento della Croma su cui viaggiava il fratello, Giovanni Falcone, il giorno dell'attentato di Capaci in corso al museo del presente Falcone e Borsellino. "La memoria non deve essere morta ma viva e attiva e deve emozionare i ragazzi perché dall'emozione nasce la reazione", ha detto. "Questo posto sarà una lezione permanente di educazione alla legalità. È questa macchina ne sarà l'emblema. davanti a quella macchina ci si deve inchinare" ha aggiunto. "L'attentato di Capaci fece sì che davvero lo Stato decidesse di portare avanti una azione degna delle istituzioni", ha aggiunto ringraziando la premier Giorgia Meloni, presente alla cerimonia.
Meloni: “Falcone e Morvillo eroi perché scelsero di stare dalla parte giusta”
"Questa Fiat Croma è l'ultimo luogo che Giovanni Falcone e Francesca Morvillo hanno condiviso. E mi piace pensare che, nonostante fossero consapevoli del rischio che correvano, stessero parlando, scherzando, pensando a cosa fare l'indomani. Cose normali, abitudini di sempre, perché oggi sono degli eroi ma erano persone normali, si comportavano come persone normali. Non si atteggiavano da idoli, erano solo persone perbene che facevano la loro parte al meglio delle loro possibilità”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per la cerimonia dello svelamento della Fiat Croma. "Gli eroi non sono persone dotate di poteri straordinari, ma persone che quando si è presentato il momento di dover scegliere hanno saputo da che parte stare, quale fosse la strada giusta da imboccare”, ha aggiunto Meloni. “Questo è l'insegnamento che dobbiamo portare con noi. Scriveva Tolkien che sono le piccole mani che cambiano il mondo. Le piccole azioni quotidiani marchiano il mondo, fanno la differenza tra giusto e sbagliato".
Meloni: “Falcone e Borsellino isolati da chi avrebbe dovuto aiutarli”
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano "due uomini, due amici, due persone con una vita accomunata anche nel loro destino terribile: hanno conosciuto solitudine e isolamento, alimentati talvolta persino da chi avrebbe dovuto aiutarli e sostenerli. Ma, come dimostrano anche le più recenti indagini della Procura di Caltanissetta, emerse anche grazie al lavoro della commissione Antimafia, chi ha tramato nell'ombra è stato sconfitto”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Oggi è l'eredità di Falcone e Borsellino a gridare, squarciando il velo di ipocrisia e omertà che per troppo tempo ha accompagnato la loro storia. Il testimone di Giovanni e Paolo non è caduto, è saldo nelle mani delle istituzioni, rappresenta un giuramento che va onorato ogni giorno con i fatti".
Vedi anche
Palermo, arrestati componenti della "banda del Kalashnikov"
“Chi vuole terrorizzare Palermo si troverà davanti Stato che colpisce”
"Chi pensa di riportare Palermo indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà davanti a sé uno Stato determinato, che agisce e colpisce”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Prefettura a Palermo, alla riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, ribadendo il ringraziamento a magistratura e Forze dell'ordine per l'operazione contro la banda dei kalashnikov.
“Controlli straordinari a Palermo, forse anche con l'Esercito”
"Questo comitato dovrà trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare un'operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio" di Palermo, "a partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo. Un presidio che si può garantire con le Forze di polizia ma non solo, forse anche con il coinvolgimento dei militari e dell'Esercito in operazioni congiunte. Se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade sicure”, ha detto ancora la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Prefettura a Palermo.
Approfondimento
Strage Capaci, Mattarella ricorda Falcone a 34 anni dall'attentato
“Continuare a rafforzare gli strumenti investigativi contro le mafie”
"Lo Stato qui non ha abbassato la guardia, continua a colpire la criminalità organizzata nei suoi interessi economici, nelle sue strutture, nella sua capacità di intimidazione”., ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Prefettura a Palermo, alla riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. "Dobbiamo insistere evolvendo. Le mafie cambiano, investono nell'economia legale, sfruttano le nuove tecnologie, cercano nuovi spazi di infiltrazione, nuovi strumenti per condizionare il tessuto produttivo. È fondamentale continuare a rafforzare gli strumenti investigativi e continuare a sostenere il lavoro di tutte le istituzioni impegnate su questo fronte".
“In 4 anni +60% di beni confiscati alla mafia e restituiti alla collettività”
"Negli ultimi 4 anni nella città metropolitana di Palermo i beni confiscati alla mafia e restituiti alla collettività sono cresciuti di quai il 60%: 128 immobili confiscati che sono stati destinati prevalentemente all'emergenza abitativa. La ricchezza strappata alle mafie torna nella disponibilità della collettività per aiutare i problemi delle famiglie, particolarmente quelle più fragili”, ha aggiunto la premier, rivendicando "un lavoro di cui dobbiamo andare fieri". "Dal 2023 a oggi qui a Palermo sono state realizzate 118 operazioni ad alto impatto, comprese quelle nelle stazioni ferroviarie. Sono stati impiegate oltre 3mila unità di Forze di polizia, controllate oltre 14mila persone, con le zone rosse sono state controllate circa 45mila persone, di cui quasi 3.500 stranieri, allontanando i soggetti ritenuti pericolosi con precedenti di polizia".