Salvini prepara la mobilitazione in vista del raduno dei "Patrioti" a Milano

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Il raduno è previsto sabato 18 marzo in Piazza Duomo. Tra gli ospiti il francese Bardella, mentre resta incerta la presenza di Orban. Al centro della manifestazione la sfida all'Ue sui temi economici, mentre resta sullo sfondo quella della lotta all'immigrazione clandestina. "Il nostro non è il Remigration Summit", dicono dalla Lega

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Il leader della Lega, Matteo Salvini, prepara la mobilitazione in vista del raduno dei Patrioti del 18 aprile in piazza Duomo a Milano. Il ministro, in città già da diversi giorni per spingere la manifestazione, ha riunito il consiglio federale in Bellerio, invitando tutti a portare più gente possibile in piazza, con l'obiettivo di arrivare almeno a 10mila partecipanti. La piattaforma dell'evento, ribattezzato “Senza paura - in Europa padroni a casa nostra”, vira sempre di più verso temi economici, con l'attacco all'Ue e alle "assurde regole europee" che vanno "superate" perché "rischiano di impoverire cittadini, famiglie e imprese in difficoltà per il costo di bollette, luce, gas e carburante" come ha spiegato il leader. "È inaccettabile - ha aggiunto - che si possano spendere miliardi per armi e non per aiutare a pagare bollette e benzina". 

Tra gli ospiti Bardella, incerta la presenza di Orban

La Lega ritorna all'assalto delle istituzioni europee, invocando più flessibilità e insistendo sulla sospensione del Patto di Stabilità, con la richiesta anche di misure emergenziali per affrontare le conseguenze delle guerre - su tutte i costi dell'energia -, come fu fatto durante la pandemia. Tra gli ospiti previsti ci sarà il francese Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, mentre resta da valutare la presenza dell'ex premier ungherese Viktor Orban dopo la sconfitta alle elezioni. Il Carroccio si riunirà a Porta Venezia da dove partirà un breve corteo fino al Duomo. Ci sarà anche il tema del contrasto all'immigrazione clandestina "ma il nostro non è il Remigration Summit" osservano dal Carroccio. 

Il tema della "remigrazione"

La manifestazione, prevista inizialmente a febbraio, era stata lanciata da Salvini "in difesa della civiltà occidentale" dal palco di Pontida, mentre poco prima la vicesegretaria del Carroccio Silvia Sardone invocava la remigrazione, concetto caro anche al generale Roberto Vannacci che nel mentre ha lasciato la Lega. Sabato lo stesso Salvini aveva sottolineato però che il termine 'remigrazione' "non c'è in nessun manifesto" anche se quella parola "non mi spaventa perché siamo in democrazia e ognuno è libero di portare avanti le sue idee". Proprio sull'idea di remigrazione si è consumato lo scontro tra la Lega e la sinistra, con un ordine del giorno della presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, che chiede un voto politico dell'Aula contro i temi del raduno dei Patrioti. Inizialmente, il documento - che non è stato poi discusso - chiedeva anche di sottoporre a Prefetto e Questore una valutazione sull'opportunità di autorizzare l'evento per eventuali rischi di ordine pubblico. Questioni portate all'attenzione delle autorità dal sindaco Beppe Sala. Preso atto del fatto che la manifestazione non si può evitare, Sala ha ribadito il suo giudizio negativo sul richiamo "a un concetto come quello di remigration". "Parlano di una manifestazione pacifica - le parole del sindaco -, penso e spero che sarà così". Pronta la replica della Lega: "Fossimo in lui ci preoccuperemmo piuttosto della contromanifestazione di sinistra" che andrà in scena lo stesso giorno. 

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