L'eurodeputato Stefano Cavedagna chiede verifiche sul possibile uso irregolare di fondi pubblici e la restituzione delle somme eventualmente illegittime. Secondo il quotidiano Il Giornale, dopo un controllo di polizia del 28 marzo, Salis avrebbe trasferito la propria residenza il giorno successivo
Secondo quanto riportato da Il Giornale, l'eurodeputata di Avs Ilaria Salis e il suo collaboratore Ivan Bonnin avrebbero condiviso la stessa abitazione a Milano fino alla fine di marzo 2026. L'inchiesta sostiene che Salis avrebbe negato in precedenza qualsiasi legame con Bonnin, nonostante la presunta convivenza. La reazione di Fratelli d'Italia non si è fatta attendere.
La posizione dell'erodeputato Stefano Cavedagna
L'eurodeputato di Fratelli d'Italia Stefano Cavedagna ha commentato la vicenda affermando che, se le informazioni fossero confermate "saremmo di fronte non solo ad una colossale bugia da parte di Salis, che aveva negato legami con Bonnin, ma sarebbe confermato che una persona con precedenti e un legame di convivenza era assunta da lei con soldi pubblici. Salis restituisca le somme di tasca sua, se attribuite illecitamente, e già che c'è si dimetta e si faccia processare in Ungheria".
Le richieste al Parlamento europeo
Le procedure del Parlamento Europeo, prosegue l'eurodeputato di FdI, "sono chiare e solitamente Bruxelles chiede al deputato indietro i soldi del contratto irregolare e valuta altre sanzioni disciplinari. Con una lettera alla presidente, chiediamo che venga fatta chiarezza e vengano chiesti indietro a Salis i soldi pubblici qualora spesi in maniera irregolare". Secondo la ricostruzione del quotidiano, il 28 marzo sarebbe avvenuto un controllo di polizia nell'abitazione milanese. Il giorno successivo, il 29 marzo, Salis avrebbe trasferito la propria residenza in un altro indirizzo e in un'altra città. Cavedagna conclude con un attacco politico rivolto alle forze di opposizione: "Questi soggetti sinistri credono di poter fare quel che vogliono con le istituzioni, come fossero loro proprietà. Non accettiamo lezioni di legalità e morali da parte di Pd e Avs che continuano a coprire un personaggio così nella loro coalizione".
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Ciriani: "Gravissimo se confermata vicenda su Salis"
L'eurodeputato di Fratelli d'Italia Alessandro Ciriani afferma che, se le informazioni emerse fossero confermate, si tratterebbe di "una vicenda gravissima che riguarda il rispetto delle norme europee, che vietano in maniera assoluta situazioni del genere". "Per questo ci aspettiamo le dimissioni immediate di Ilaria Salis e una condanna chiara da parte di tutta la sinistra, sempre pronta a fare la morale agli avversari, ma incline a tergiversare quando i fatti riguardano i propri esponenti. Se sono stati utilizzati fondi pubblici in modo improprio, quelle somme devono essere restituite fino all'ultimo euro", aggiunge Ciriani. "Ilaria Salis, nonostante un percorso politico tutt'altro che cristallino e precedenti ben noti che l'hanno portata all'elezione al Parlamento europeo per sfuggire alla giustizia, vede oggi quella narrazione sprofondare anche sotto il peso di un possibile utilizzo improprio di risorse pubbliche. Dopo questo ulteriore scandalo, riteniamo che la misura sia colma: si ritiri dalla vita pubblica, perché danni ne ha già fatti troppi, anche all'immagine del nostro Paese", conclude l'eurodeputato di Fratelli d'Italia.
Berrino: "Se caso Bonnin vero, Salis deve dimettersi"
È intervenuto sull'argomento anche il senatore Gianni Berrino, capogruppo di Fratelli d'Italia in Commissione Giustizia, il quale sottolinea l'assenza di commenti da parte di Ilaria Salis, definendo questo silenzio "assordante che pesa come un macigno, soprattutto se quanto riportato da Il Giornale dovesse trovare conferma. Saremmo di fronte all'ennesima operazione ideologica mascherata da battaglia politica, portata avanti dal partito guidato da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, gli stessi che ogni giorno si ergono a tribunale morale del Paese chiedendo dimissioni a raffica: ministri, esponenti del governo e perfino del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La verità è che siamo davanti a una sinistra che predica legalità e rigore solo quando conviene, ma che poi tace o giustifica quando le contraddizioni riguardano i propri esponenti. Due pesi e due misure che gli italiani vedono benissimo. Se le accuse saranno confermate, non basterà il silenzio o qualche slogan: Ilaria Salis dovrebbe dimettersi immediatamente, restituire ogni euro percepito e affrontare senza più alibi il processo che la riguarda. Basta ipocrisia, basta morale a corrente alternata. Prima di salire in cattedra e chiedere inutilmente e senza ragioni serie le dimissioni degli altri, si guardino allo specchio", conclude Berrino.