Dopo aver impedito lo svolgimento della conferenza stampa di fine gennaio del leghista Domenico Furgiuele sul tema della remigrazione, l’ufficio di Presidenza della Camera ha deciso di sanzionare con cinque giorni di sospensione 22 deputati, di cui 10 del Pd, 8 del Movimento 5 stelle e 4 di Avs. Quattro giorni di sospensione, invece, è la sanzione comminata a 10 deputati, di cui 5 del Pd e 5 del Movimento 5 stelle
L’ufficio di Presidenza della Camera ha deciso di sanzionare con cinque giorni di sospensione 22 deputati, di cui 10 del Pd, 8 del Movimento 5 stelle e 4 di Avs. Quattro giorni di sospensione, invece, è la sanzione comminata a 10 deputati, di cui 5 del Pd e 5 del Movimento 5 stelle. Il motivo è quello di aver impedito lo svolgimento della conferenza stampa di fine gennaio del leghista Domenico Furgiuele sul tema della remigrazione.
I deputati sospesi
I 22 deputati che hanno ricevuto la sanzione più pesante sono stati puniti perché, secondo l'ufficio di Presidenza, il loro comportamento è stato ritenuto più grave in quanto hanno impedito materialmente l'avvio della conferenza stampa sedendosi al banco degli oratori oppure posizionandosi dietro o intorno allo stesso. La sanzione minore, invece, è stata inflitta in quei casi in cui è stata impedita la conferenza ma solo contribuendo volontariamente alla saturazione dei posti disponibili. Tra i primi sono stati sanzionati: Bakkali, Cuperlo, Orfini, Boldrini, De Maria, Morassut, Romeo, Sarracino, Scotto e Stumpo del Pd, Sportiello, Riccardo Ricciardi, Auriemma, Caso, Ferrara, Lomuti, Quartini e Silvestri del Movimento 5 stelle, e Bonelli, Zaratti, Fratoianni e Mari di Avs. Tra i secondi, invece, ci sono Alifano, D'Orso, L'Abbate, Orrico e Marianna Ricciardi dei pentastellati, e Casu, Ciani, Di Biase, Gribaudo e Mancini dei dem.
Le reazioni
"Assistiamo a una deriva davvero sconcertante. L’Ufficio di Presidenza della Camera ha sanzionato a maggioranza i deputati e le deputate delle opposizioni che si sono presentati in sala stampa per scongiurare la presenza a Montecitorio di esponenti di Casa Pound e di chi si professa apertamente fascista e nazista. Una decisione incomprensibile e grave. Ancora più assurdo: mentre si infliggono sanzioni ingiuste e spropositate a chi ha difeso in modo non violento l’onorabilità della Camera leggendo articoli della nostra Costituzione, lo stesso Ufficio di Presidenza votava a maggioranza uno scudo processuale per Giusy Bartolozzi. Si prendono provvedimenti contro chi tutela la dignità delle istituzioni, mentre chi le disonora mettendo in imbarazzo il Paese viene protetto dalla maggioranza di Giorgia Meloni. Una logica inaccettabile. Chiediamo il ritiro del provvedimento". Lo comunica il Pd dopo le decisioni. "Le sanzioni decise dall’Ufficio di Presidenza della Camera per le proteste dei nostri deputati e delle nostre deputate per lo svolgimento di una conferenza stampa di naziskin alla Camera, sono irricevibili. E questo perché riteniamo di aver agito nel giusto e di aver difeso con i nostri corpi l’onore delle istituzioni. È inoltre paradossale che si impongano delle sanzioni a chi ha fatto un’azione a difesa dell’onorabilità del Paese, quando nel contempo ci si limita a una “tirata d’orecchie” per Delmastro, il quale non aveva, come invece previsto da regolamento, dichiarato nulla sulle proprie quote nel famoso ristorante in partecipazione con la figlia di un prestanome della camorra. Con questa scelta la maggioranza di Giorgia Meloni ha mostrato una volta di più i “valori” che la guidano e muovono le sue scelte politiche. Per quel che ci riguarda, queste sanzioni non ci faranno fare nessun patto indietro rispetto alla nostra opposizione. Anzi, semmai rinnoveranno il nostro orgoglio e la nostra determinazione". Così in una nota il gruppo M5s alla Camera.