Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano interviene sulle polemiche legate al referendum: "È fisiologico che la propaganda si radicalizzi da entrambe le parti, ma è importante distinguere tra discussione politica e dichiarazioni che generano allarme ingiustificato"
In vista del prossimo referendum, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha definito “sconcertanti” alcune dichiarazioni di esponenti della magistratura associata, ritenute fuori misura rispetto al dibattito politico. Mantovano ha parlato durante l’evento “La sicurezza oggi”, organizzato da Libero Quotidiano, intervistato dal direttore Mario Sechi.
Toni estremi e propaganda politica
Mantovano ha commentato che "in una competizione fisiologicamente divisiva, è naturale che ci siano posizioni di sì e no nette, ma sconcerta che i toni più estremi vengano espressi non dai partiti di opposizione, che semmai seguono la dinamica politica, ma da esponenti della magistratura associata e non solo". Riguardo ai manifesti del Partito Democratico per il referendum usciti alcune settimane fa, il sottosegretario ha osservato che contengono affermazioni sul rischio di "sottomissione della magistratura alla politica". Mantovano ha sottolineato come tali messaggi alimentino tensioni e fraintendimenti, pur rientrando nella propaganda politica.
Riconoscimento ai magistrati impegnati
Pur criticando toni eccessivi, Mantovano ha espresso apprezzamento per magistrati seri e impegnati, citando il procuratore di Napoli, Giovanni Gratteri, per il lavoro svolto nella lotta al narcotraffico e per il coordinamento in iniziative come la cosiddetta "Terra dei Fuochi". Il sottosegretario ha ricordato che il confronto con magistrati di comprovata competenza avviene "sempre nei rispettivi ambiti e con piena condivisione delle sensibilità professionali".
Il contesto referendario
Mantovano ha infine ribadito che il referendum è un momento di naturale confronto tra posizioni opposte: "È fisiologico che la propaganda si radicalizzi da entrambe le parti, ma è importante distinguere tra discussione politica e dichiarazioni che generano allarme ingiustificato."