Csm, eletti nove membri laici su dieci: il 24 gennaio si vota per il seggio scoperto

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Il nome indicato da Fratelli d'Italia all'ultimo momento, cioè a metà elezione, quello di Felice Giuffrè non ottiene i numeri necessari. A scatenare le polemiche è la candidatura di Giuseppe Valentino, penalista calabrese già sottosegretario alla Giustizia

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Nuova seduta comune del Parlamento convocata per il 24 gennaio alle ore 16 per l’elezione dell’ultimo consigliere laico. La decisione è stata presa dopo la fumata bianca di ieri a Montecitorio. Eletti solo nove candidati laici su dieci previsti dal Consiglio superiore della magistratura (Csm). Ha mancato l'obiettivo Felice Giuffrè per una settantina di voti. Polemiche per la candidatura di Giuseppe Valentino, penalista calabrese già sottosegretario alla Giustizia, proposto da Fratelli d’Italia che risulta indagato in un processo di 'ndrangheta. 

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Nove dei dieci candidati, frutto degli accordi tra partiti, hanno superato il quorum dei tre quinti dei componenti dell'Assemblea (pari a 564 voti) per far scattare l'elezione. Hanno votato in 561, nessun astenuto. Voti dispersi 38, schede bianche 4, schede nulle cinque. Roberto Romboli (professore universitario) in quota Pd ha ottenuto più voti di tutti: 531 preferenze. Isabella Bertolini (ex parlamentare di Forza Italia, avvocato penalista) 521 voti; Daniela Bianchini (docente universitaria) 519 voti, come Claudia Eccher (avvocato, ex legale di Salvini) e Rosanna Natoli (avvocato siciliano). Enrico Aimi (ex parlamentare, avvocato penalista) indicato da Forza Italia ha incassato 517 preferenze. Mentre Fabio Pinelli (avvocato del foro padovano) ne ha avuti 516 per la Lega e Michele Papa (docente universitario) indicato dal Movimento 5 stelle ha ottenuto 506 preferenze. Ernesto Carbone (ex parlamentare del Pd e avvocato) in quota Terzo Polo ha raggiunto 399 voti. Il nome indicato da Fratelli d'Italia all'ultimo momento, cioè a metà elezione, quello di Felice Giuffrè avvocato e professore universitario non ha ottenuto i numeri necessari.

 

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Sono scoppiate le polemiche per la candidatura di Giuseppe Valentino, penalista calabrese, già sottosegretario alla Giustizia. Fratelli d'Italia lo indica per giorni come nome sul quale puntare per la vicepresidenza dell'organo di autogoverno dei magistrati. Ma Valentino risulta indagato in un processo di 'ndrangheta, conosciuto come “Gotha” tirato in ballo da un collaboratore di giustizia nel 2021. La notizia viene pubblicata su alcuni siti e gli esponenti dei 5 Stelle annunciano l'intenzione di non votarlo, mandando per aria l'accordo raggiunto faticosamente dopo giorni di intensa trattativa all'interno della maggioranza e tra maggioranza e opposizione. E allora scatta lo stop al voto. Su Giuffrè non è facile raggiungere il quorum richiesto visto che quasi tutti i senatori e molti deputati avevano già votato per Valentino. Sugli altri 9 candidati, invece, l'intesa sembra reggere visto che si è riusciti anche a rispettare il dettato dell'ultima riforma del Csm per prevede il rispetto dell'equilibrio di genere.

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