Crisi energetica, dal governo via libera a 8 impianti per le rinnovabili: ecco dove

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il giudizio positivo di compatibilità ambientale per otto progetti di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili. Intanto la prossima settimana potrebbe essere esaminato il documento con l'ossatura della legge di Bilancio, da inviare a Bruxelles entro metà ottobre

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Vigilanza del mercato, accesso alla Pubblica amministrazione, contratti collettivi. La dichiarazione dello stato d’emergenza per un anno delle province di Ferrara, Modena e Parma colpite dal maltempo tra il 17 e il 19 agosto, con lo stanziamento di 7,8 milioni di euro per le misure più urgenti. E soprattutto il via libera a otto impianti per la produzione di energia rinnovabile, per una potenza complessiva di 314 megawatt. Sono queste le principali decisioni prese dal Consiglio dei Ministri riunitosi il 5 ottobre.

Via libera a 8 impianti per l’energia rinnovabile

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Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Mario Draghi, in seguito alla complessiva valutazione e armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti, ha deciso l'approvazione del giudizio positivo di compatibilità ambientale per otto progetti di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili (energia eolica, fotovoltaica e geotermica), per una potenza complessiva pari a circa 314 megawatt. Di questi 8 progetti, 3 verranno realizzati in Puglia, 3 in Basilicata e 2 in Toscana.

Dove saranno gli 8 impianti

I progetti riguardano un impianto eolico nei comuni di San Mauro Forte, Salandra e Garaguso (Matera), per una potenza di 72,8 megawatt; quello di "Venusia" nei comuni di Venosa e Maschito, in provincia di Potenza, da 36 megawatt; due in provincia di Foggia: quello nei comuni di San Paolo di Civitate località Masseria Difensola, e Poggio Imperiale località La Colonnella (31,35 megawatt), quello di "Serra Palino" nei comuni di Sant'Agata di Puglia e Candela (48 megawatt). Via libera anche al progetto per l'impianto agri-ovi-fotovoltaico "Copertino" nei comuni di Copertino e Galatina, in provincia di Lecce, da 60 megawatt. Sono stati deliberati poi il permesso di ricerca finalizzato all'impianto pilota geotermico "Cortolla", nel comune di Montecatini Val di Cecina (Pisa), da 5 megawatt elettrici; la proroga del termine di validità del provvedimento di valutazione di impatto ambientale per la realizzazione dell'impianto eolico nei comuni di Muro Lucano, Bella e Balvano, in provincia di Potenza, da 55,8 megawatt; e l'impianto pilota geotermico "Castelnuovo", nel comune di Castelnuovo Val di Cecina (Pisa), da 5 megawatt elettrici.

Stato d’emergenza per il maltempo

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Il Consiglio dei ministri, inoltre, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza, per 12 mesi, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 17 al 19 agosto 2022 nel territorio delle province di Ferrara, Modena e Parma. Il governo ha stanziato anche 7,8 milioni di euro, forniti dal Fondo per le emergenze nazionali, per l'attuazione delle prime misure più urgenti.

Via libera al Metanodotto Sulmona

Il governo ha anche deliberato di superare il diniego espresso in conferenza di servizi dalle regioni Abruzzo e Umbria, consentendo la prosecuzione del procedimento di autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell'opera denominata "Metanodotto Sulmona". Il metanodotto in questione costituisce uno dei cinque tratti funzionalmente autonomi della cosiddetta "Linea Adriatica" dei gasdotti, che si snodano lungo il versante adriatico dell'Appennino. Si tratta - scrive il governo nel comunicato post Cdm - di un'infrastruttura strategica ai fini della diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento energetico, che consentirà d'incrementare le capacità di trasporto di gas proveniente dai punti di entrata della rete nazionale dei gasdotti situati nel Sud Italia.

Manovra, ipotesi Cdm prossima settimana

Intanto, secondo quanto riferito da Ansa, diverse fonti di governo avrebbero indicato nella prossima settimana il periodo in cui il Consiglio dei ministri potrebbe esaminare il Draft Budgetary Plan, il documento con l'ossatura della legge di Bilancio che, secondo le scadenze europee, va inviato a Bruxelles di prassi entro metà ottobre. Si

tratterebbe però, nel caso, di un documento 'light' con l'indicazione delle spese indifferibili per il 2023, che successivamente potrebbe essere integrato dal nuovo governo con le scelte di politica economica da attuare in manovra.

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