Referendum, Comitato per il No: “Esito disastroso, ora riforma dignitosa in Parlamento”

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Non è stato raggiunto il quorum per i 5 quesiti referendari sul tema della giustizia. Alfonso Gianni, rappresentante del Comitato per il No, commenta a Sky TG24: “È una debacle, uno dei risultati peggiori nei referendum”. Tra i motivi cita il fatto che non sia stato indetto dai cittadini e che a promuoverlo sia stato un partito di governo. “Non c’è stato un disinteresse dei cittadini nei confronti della giustizia, ma nei confronti di quesiti, alcuni francamente cervellotici, alcuni marginali, alcuni inutili”, dice

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“Il dato è inequivocabile, si tratta di una debacle”. Alfonso Gianni, rappresentante del Comitato per il No, commenta così l’esito del referendum sul tema della giustizia: i 5 quesiti sottoposti agli italiani il 12 giugno, insieme alle elezioni amministrative in alcuni comuni, non hanno raggiunto il quorum  (GLI AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE - LE FOTO - L'AFFLUENZA - SU COSA SI VOTAVA).

Gianni: “Uno dei risultati peggiori nei referendum”

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“Possono indorare la pillola come credono, ma questo è l’esito. Uno dei risultati peggiori nei referendum”, ha detto Gianni a Sky TG24. “I motivi sono molteplici – ha aggiunto –. Innanzitutto non è stato un referendum indetto dai cittadini, è stato un referendum indetto da 9 regioni del centrodestra e quindi calato dall’alto e sentito come una domanda posta da parte del ceto politico alla cittadinanza, mentre era in corso in Parlamento la discussione su un disegno di legge di riforma”. Inoltre, secondo Gianni, tra i motivi dell’insuccesso del referendum c’è anche il fatto che a promuoverlo sia stata soprattutto la Lega: si tratta di “un partito di governo – spiega – e uno giustamente dice ‘Visto che sono in Parlamento, visto che sono al governo, visto che sono esperti di queste questioni, perché non modificano la legge secondo i loro indirizzi?’”. 

“Ora riforma dignitosa”

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Per Alfonso Gianni, comunque, “non c’è stato un disinteresse dei cittadini nei confronti della giustizia, c’è stato un disinteresse dei cittadini nei confronti di quesiti, alcuni francamente cervellotici, alcuni marginali, alcuni inutili perché saranno riassorbiti dalla proposta di legge Cartabia e da qui deriva il vuoto nei voti”. Il rappresentante del Comitato per il No ha concluso: “Chi è presente in Parlamento deve sentire la responsabilità, a maggior ragione visto l’esito disastroso di questo referendum, di concludere una riforma dignitosa che faccia fare un passo in avanti al sistema giustizia”.

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