M5S: sì all'alleanza con Pd contro destra ma no bipolarismo e fusione

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Il segretario dei dem Enrico Letta: "Non esiste più il tripolarismo, allearsi contro estremismi. Il perno è il Partito Democratico". Conte conferma via comune ma nel MoVimento si precisa: "Collaborazione funzionale a riforme. Noi senza ipocrisia della sinistra italiana"

Destra e sovranisti da un lato, sinistra e democratici dall’altro. Il tripolarismo politico non esiste più. È il messaggio lanciato più volte dal segretario del Pd Enrico Letta, l’ultima in occasione della festa nazionale dell’Unità di Bologna, rivolto agli avversari, ma soprattutto agli alleati: il perno del fronte contro "la destra estrema" è il Partito Democratico. Il dialogo continuo e la comune direzione di marcia con i dem sono confermati dal leader dei pentastellati Giuseppe Conte. Ma dentro il MoVimento sono in molti a precisare: nessuna fusione all’orizzonte, la vicinanza rimane funzionale a riforme e obbiettivi.

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Il senatore pentastellato Primo Di Nicola dice: “Il problema non è fare un’alleanza per rientrare in Parlamento. Magari fosse come dice Letta, a parere del quale il sistema politico si sarebbe miracolosamente bipolarizzato. In realtà le cose non stanno così. E il fatto che si debba andare ad una aggregazione di centrosinistra capace di battere le destre non significa avere un quadro politico netto, in grado di assicurare governabilità e stabilità al Paese”. Per Di Nicola, l’alleanza Pd-5S ha uno scopo preciso. I due partiti dovranno lavorare insieme per “quella riforma elettorale ed istituzionale che i cittadini chiedono da oltre un trentennio, il paese è destinato al solito compromesso di potere e alla solita gestione consociativa che ha tolto ogni speranza di crescita e sviluppo”. Da scartare invece l’avvicinamento al solo scopo elettorale: “All'Italia non basta, frammentata com'è con forze politiche che tendono solo a mantenersi in vita a prescindere dalla necessità di assicurare una decorosa governabilità”.

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Così anche la deputata Vittoria Baldino, secondo cui Pd e Cinque Stelle in linea di principio devono comunque rimanere distinti e separati. “L’ideale - dice - sarebbe l'introduzione di un sistema elettorale proporzionale che consenta ad ogni partito di concorrere, ciascuno con le proprie idee, alle elezioni”. La deputata prende infatti le distanze dalla “sinistra italiana”, della quale il MoVimento non avrebbe “la tradizionale ipocrisia”.

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