Riforma giustizia: Dadone ipotizza dimissioni ministri M5S senza miglioramenti, poi frena

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La ministra alle Politiche Giovanili non esclude che i colleghi pentastellati possano dimettersi dal governo Draghi se non ci saranno “miglioramenti”, ma sottolinea: "È nel nostro stile dialogare e confrontarci". La ministra Cartabia ribadisce che la proposta di riforma del processo penale è "perfettibile" ma "va guardata in tutta la sua interezza”. Intanto, su indicazione del Colle, il parere del Csm su un aspetto della riforma non va al prossimo plenum

Si continua a discutere della riforma della giustizia. E la ministra alle Politiche Giovanili Fabiana Dadone non esclude che i colleghi del M5S possano dimettersi dal governo Draghi se non ci saranno “miglioramenti”, ma sottolinea poi che "non è nel mio stile minacciare, ma è nel nostro stile dialogare e confrontarci". La ministra Marta Cartabia da parte sua ribadisce che la proposta di riforma del processo penale è "perfettibile" ma "va guardata in tutta la sua interezza”. Intanto, su indicazione del Colle, il parere del Csm su un aspetto della riforma non va al prossimo plenum.

Dadone e l’ipotesi di dimissioni dei ministri del M5S

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La ministra Dadone oggi ha detto che l'ipotesi di dimissioni dei ministri del M5S dal governo Draghi, se non ci saranno "miglioramenti" alla riforma della giustizia, "è una cosa da valutare insieme a Giuseppe Conte". "Se è a rischio l'appoggio dei Cinque Stella al governo? Dipende quale sarà l'apertura sulle modifiche tecniche. L'obiettivo di tutti non è certo garantire le impunità in certi casi, ma velocizzare i processi. La tematica della prescrizione così come impostata non credo raggiunga l'obiettivo. Ci aspettiamo una discussione costruttiva, vedremo le decisioni da prendere", ha aggiunto. Poi, nelle ore successive, con un post su Facebook ha precisato: "La riforma della giustizia così come presentata rischia di avere delle fasce di impunità, c'è una chiara apertura del presidente Draghi e della ministra Cartabia di cui va preso atto. Non è nel mio stile minacciare quindi respingo i titoli apparsi in tal senso ma è nel nostro stile dialogare e confrontarci. Lo stanno facendo Draghi e Conte che sono due persone di alto profilo e sono certa troveranno punti di incontro. Ho fiducia nella politica e meno nel gossip".

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Della riforma del processo penale ha parlato oggi anche la ministra della Giustizia Marta Cartabia. Ha dichiarato che la proposta è "perfettibile", ma "va guardata in tutta la sua interezza”. “Forse ci siamo troppo appuntati su un singolo aspetto, che è correggibile, ma interviene su tutti gli aspetti per aggredire e rimuovere il problema della lentezza dei processi”, ha detto al XXXIV Congresso Nazionale Forense. Ha aggiunto: “Non è nel mio temperamento incaponirmi su un un'idea, so bene che tutte le leggi sono perfettibili. La riforma è stata fatta oggetto di richiesta da parte del presidente del Consiglio del voto di fiducia, che non esclude che si possano apportare aggiustamenti tecnici su alcuni dei punti che hanno destato maggiore preoccupazione. Nonostante le proposte siano già state approvate, non smetto di ascoltare e vagliare attentamente tutte le ragioni che sono state esposte e cercare di capire, laddove davvero segnalino criticità, se è possibile rimediare". La ministra, parlando della riforma del processo civile, ha ribadito che “nessuno vuole comprimere né elidere i diritti dei cittadini: ciò che viene proposto non è di cancellare i diritti delle parti, né tanto meno della difesa ma di esercitarli in modo diverso".

Parere Csm non va al plenum su indicazione del Colle

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Intanto ieri la Sesta commissione del Consiglio superiore della magistratura ha approvato un parere sulla riforma, “limitatamente all'istituto dell'improcedibilità dell'azione penale”. Ma il vicepresidente David Ermini ha fatto sapere che questo parere “non è stato inserito nell'ordine del giorno ordinario del prossimo plenum per consentire al Csm di esprimersi sull'intera riforma del processo penale”. Ha aggiunto di aver recepito le indicazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, contenute nell'assenso all'ordine del giorno ordinario predisposto per il plenum. Ermini ha spiegato che la ministra della Giustizia “ha chiesto al Consiglio superiore il parere su tutti gli emendamenti governativi presentati in Parlamento e dunque è necessario che il Consiglio non ometta di esprimersi su tutti gli aspetti della proposta del governo, circostanza che potrebbe assumere il significato di valutazione di ridotta importanza o di implicito consenso su tutti gli altri temi non trattati nel parere sull'improcedibilità". Il presidente Mattarella, ha spiegato ancora il vicepresidente del Csm, ha ritenuto opportuno che "sia posticipata, anche solo di pochi giorni, l'iscrizione della pratica all'ordine del giorno del plenum in modo da completare la proposta di parere con riguardo al complesso della riforma, offrendo così al Parlamento una approfondita e completa valutazione tecnica".

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