Renzi indagato per finanziamento illecito ai partiti a Firenze nell'inchiesta Open

Politica
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Anche Maria Elena Boschi e Luca Lotti sono stati iscritti nel registro degli indagati e vanno ad aggiungersi ad Alberto Bianchi, avvocato e presidente della Fondazione fino al suo scioglimento, e il manager e amico dell’ex premier Marco Carrai

Matteo Renzi è indagato a Firenze nell'ambito dell'inchiesta sulla fondazione Open, per finanziamento illecito ai partiti. Con lui, sono stati iscritti anche Maria Elena Boschi e Luca Lotti, che si aggiungono ai già indagati Alberto Bianchi, avvocato e presidente della Fondazione fino al suo scioglimento, e il manager Marco Carrai. Gli indagati, come sostenuto da indiscrezioni giornalistiche confermate da alcuni legali, hanno ricevuto un invito a comparire in procura per il prossimo 24 novembre. Nella fondazione Open sarebbero confluiti dal 2012 al 2018 oltre 7,2 milioni di euro in violazione delle norme sul finanziamento ai partiti. Secondo quanto appreso, la guardia di finanza indaga contributi in denaro versati da più finanziatori e gli importi totali finiti sotto la lente degli investigatori ammontano alle seguenti cifre: 671.961 euro nel 2012; 700.720 nel 2013; 1.096.283 per il 2014; 452.585 euro per il 2015; 2.105.899 euro nel 2016; 1.017.763 nel 2017 e 1.159.856 nel 2018.

L’inchiesta sulla Fondazione

È un’inchiesta molto ampia quella portata avanti dalla Procura di Firenze sulla fondazione Open, istituita per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi, tra cui la Leopolda. Il 26 novembre 2019 sono state ordinate dai pm ed eseguite dalla Gdf in tutta Italia oltre 30 perquisizioni. Accanto ai reati di riciclaggio e traffico di influenze illecite, gli inquirenti hanno ipotizzato anche quello di finanziamento illecito ai partiti, poiché Open avrebbe funzionato come articolazione di partito venendo impiegata, dunque, come strumento di finanziamento illecito. Accuse contestate dai pm

Luca Turco e Antonino Nastasi per fatti del periodo 2012-2018. 

Le reazioni

"Sorpresa e incredulità" trapela da Italia Viva per le scelte della procura di Firenze su Open, "dopo che la sentenza della Corte di Cassazione aveva smentito con nettezza l'operato dei pm proprio su questa inchiesta". A quanto si apprende da fonti di Iv, Matteo Renzi intende evitare polemiche politiche con i magistrati e affiderà la discussione nel merito del provvedimento agli avvocati. 

Carlo Calenda, leader di Azione, ha manifestato la sua vicinanza a Renzi con un post su Twitter: "Sono vicino a Matteo Renzi. Rispetto per la magistratura ma in questi anni abbiamo visto troppe indagini finite in nulla che lo hanno riguardato"..

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