M5S, il gruppo al Parlamento Europeo potrebbe essere a rischio scissione

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L'eurodeputato Ignazio Corrao, vicino ad Alessandro Di Battista, ritiene ci sia la possibilità di una divisione all'interno del Movimento, ma tutto dipenderebbe da cosa succederà agli Stati Generali. Intanto in sede Ue il gruppo si spacca durante la votazione sulla nuova Politica agricola comune

All'interno del M5S si chiedono cambiamenti e un rinnovamento del Movimento. Le tensioni sarebbero arrivate anche al gruppo degli europarlamentari dove Ignazio Corrao, come riporta La Repubblica, ritiene che ci sia "una possibilità concreta" di scissione del gruppo. Per l'eurodeputato 5 stelle, vicino ad Alessandro Di Battista, tutto dipenderebbe "dagli Stati generali e se ci sarà un azzeramento dei vertici e un rinnovamento o meno". Intanto l'ultimo scontro della delegazione al Parlamento Europeo è stato durante il voto finale sulla nuova Politica agricola comune: Corrao, Eleonora Evi, Rosa D'Amato, Piernicola Pedicini e Laura Ferrara hanno votato contro e in dissenso con la linea ufficiale.

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Sotto osservazione resta ciò che accadrà durante gli Stati Generali di novembre, a seguito dei quali, all'interno del Movimento, potrebbe avvenire una spaccatura. Intanto Corrao sembra sostenere che la votazione sulla Pac non abbia legami con quello che sta succedendo a Roma mentre il problema sarebbe che tra il gruppo Ue "il dialogo sta a zero. C'è una parte che è rimasta sul programma e sulle battaglie ambientaliste che abbiamo portato avanti in questi anni e una parte che bussa ai gruppi di potere dell'establishment. Tutto legittimo ma le posizioni sono diventate sempre più distanti. Il voto sulla Pac ne è stato un esempio palese". Con un post sui social, la capo delegazione degli europarlamentari 5 Stelle Tiziana Beghin sembra replicare a Corrao spiegando la decisione di segnalare i colleghi dissidenti al collegio dei probiviri.

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Su Facebook Beghin ha scritto che "in un momento così critico per il nostro Paese devo purtroppo rilevare che alcuni nostri colleghi al Parlamento europeo stanno invece passando molto del loro tempo cercando di dimostrare a tutti i costi di avere avuto ragione nel votare, per l'ennesima volta, in dissenso rispetto alla delegazione e in netto contrasto con le regole interne del MoVimento 5 Stelle. Stanno provando a far credere che siamo noi nove, che abbiamo rispettato le regole, ad averle invece violate per non aver aderito al programma". "È molto opinabile - ha aggiunto - dire che la nostra votazione sia stata una violazione del programma, ma nel caso ne fossero così convinti possono fare una segnalazione e richiedere una valutazione da parte dei probiviri; sul fatto, invece, che loro abbiano violato la regola della maggioranza per l'ennesima volta, e che stiano in ogni dove screditando i propri colleghi, invece, non c'è nessun dubbio e su questo la segnalazione ai probiviri l'ho fatta io e mi aspetto una rapida risposta". Intanto sembra che il M5s a Bruxelles e Strasburgo sia alla ricerca di una nuova collocazione europea e sia entrato in contatto con gruppi come il Pse e i macroniani di Renew.

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